Il Coronavirus mette a tacere la politica.

L’attività amministrativa è ridotta a garantire il minimo indispensabile e i servizi considerati primari.

Consigli comunali, commissioni, riunioni, sono nella maggior parte dei Comuni, e salvo questioni urgenti, sospese.

Ogni azione, o parola, è rivolta al rispetto delle regole, alle ordinanze indispensabili a garanzia della sicurezza pubblica.

Le elezioni amministrative, i battibecchi che di norma le accompagnano, i toto nomi per possibili e papabili candidati sindaci, i personalismi, sono stati cancellati con un colpo di spugna.

Tutto, considerato anche che probabilmente la data delle elezioni slitterà a causa dell’emergenza in estate, è finito sotto il tappeto di un silenzio rigoroso ed indotto.

Così i politici cercano di restare a galla, postano immagini sui social per dimostrare che stanno anche loro lavorando ma nel rispetto delle regole, inviano messaggi di solidarietà e sostegno i cittadini, cercano di infondere speranza.

Di fatto questa emergenza subdola, inaspettata, ha messo i politici, di ieri e di oggi, di fronte alle proprie responsabilità.

Anni di scelte mancate, di tagli indiscriminati, di coraggio dimenticato si sono palesati in tutta la loro drammatica portata.

Ed oggi quello che si vede è una politica che corre ai ripari, che ha difficoltà anche a mettere in chiaro, nero su bianco, ordinanze e provvedimenti che spesso contraddicono se stessi.

Il Covid 19 ha messo alcuni politici e politicanti, non tutti per fortuna, di fronte ad un’emergenza enorme, quella della mancata responsabilità.

E saranno in tanti, passata la paura, l’emergenza, la pandemia a non dimenticarlo.

Lo faranno in primis tutti quegli uomini e quelle donne, non solo medici ed infermieri ma anche lavoratori dei supermercati, forze dell’ordine, farmacisti, che ogni giorno sono costretti ad andare a lavoro senza i presidi adeguati di sicurezza.

Lo faranno tutte le famiglie preoccupate perchè non sanno come arrivare a fine mese a causa del divieto di muoversi e della chiusura di tantissime attività, giusta, legittima, necessaria, ma priva di garanzie al momento.

Lo faranno tutti quelli che negli ospedali fanno i conti con turni forzati, ferie cancellate, disagi ed incertezza per il futuro.

Non basta un selfie o un invito a stare a casa firmato dalla politica perchè la vita reale, corre su altri binari, che non tutti possono permettersi di percorrere.