martedì 31 Gennaio 2023

Il Consultorio Diocesano vincitore di un bando del Ministero della Giustizia

Il Consultorio Diocesano Crescere insieme è risultato vincitore di un bando disposto dal Ministero della Giustizia “Percorsi di Mediazione”.

In particolare, il Consultorio diocesano dovrà realizzare ora sedici percorsi di mediazione penale a favore di persone adulte in messa alla prova, così come disposto dalle recenti normative penali.

Come spiegato dalla Diocesi di Latina, Terracina, Sezze e Priverno, ogni percorso sarà gestito in modo tale da promuovere, favorire e realizzare momenti di incontro e di confronto tra imputati/indagati e le vittime, anche non dirette dei loro reati. Tutto questo avverrà in un contesto neutro e rispettoso delle esigenze degli interessati.

Inoltre, il Consultorio dovrà impegnarsi nella promozione della cultura della mediazione e della giustizia riparativa nell’ambito territoriale di competenza dell’Ufficio Locale Esecuzione Penale esterna di Latina (Ulepe). Uno degli obiettivi del progetto è quello di sensibilizzare la comunità locale verso forme di giustizia alternative fondate sulla riparazione e l’impegno civico.

Il Consultorio diocesano mette in campo tutta la sua esperienza. Da anni infatti è impegnato nella mediazione penale. La prima iniziativa risale al 2006 con il settore minorile grazie a un protocollo per cui prende in carico i casi inviati dal Tribunale per i Minorenni. Invece, dal 2017 è stato a avviato un analogo servizio, dopo la stipula di un protocollo con il Tribunale di Latina e l’Ulepe pontino per la messa alla prova degli adulti, come previsto dalla legge 67 del 2014.

Questa possibilità si applica agli indagati o imputati di reati punibili fino a 4 anni di carcere. Sono loro che possono richiedere la sospensione del processo e la successiva messa alla prova per un determinato periodo di tempo. All’esito positivo di questa prova avranno la possibilità di vedersi riconosciuta l’estinzione del reato.

Il programma di trattamento è stabilito e monitorato dall’Ufficio di esecuzione penale esterna del Ministero della Giustizia (Uepe), sotto la supervisione del giudice. È prevista in modo obbligatorio l’esecuzione gratuita di un lavoro di pubblica utilità. A ciò si aggiunge l’attuazione di condotte riparative per eliminare le conseguenze dannose o pericolose derivanti dal reato, nonché il risarcimento del danno causato e, dove possibile, l’attività di mediazione con la vittima del reato.

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