Il cocomero pontino, come si direbbe in gergo, buono in tutte le salse.

Riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale (Pat) del basso Lazio, il cocomero si svela un superfood a tutto pasto.

Ottimo come ingrediente per innovative ricette di cucina, come il carpaccio di cocomero e il gazpacho, e il riso in bianco con caprino e anguria locale.

Questi sono alcuni dei piatti a base di cocomero pontino proposti dallo chef Simone Nardoni, Jre – Jeunes Restaurateurs d’Italia da poco approdato a Terracina dove firma il menu del ristorante Essenza.

“Il tradizionale carpaccio – ha spiegato Nardoni  – non sempre trova il gradimento di donne in gravidanza e ovviamente dei vegetariani. Aver ottenuto un carpaccio vegetale di cocomero, frutto di ricerca sulle temperature e tecnologie, apre una nuova frontiera del gusto e di utilizzo per questo frutto tipico della pianura pontina, area molto vocata dove vengono prodotti il 25% delle angurie made in Italy”.

Un cocomero su quattro di quelli consumati in Italia viene prodotto, infatti, in provincia di Latina dove sono 4mila gli ettari destinati a questa coltura per una produzione media di 500/600 quintali in serra e 700/800 quintali a campo aperto per ettaro.

Sono circa 70 le cooperative agricole per un totale di oltre 300 aziende, 6 centri di imballaggio e 8 vivai per la produzione di piantine innestate. Il distretto occupa circa 4mila addetti, ed esprime un indotto di 100 milioni di euro.

Lo chef  ha aperto gli appuntamenti di Red-Rurale Eccellente Differente che in nove tappe, da stasera al Groovie di Terracina col barman Donatello Baioni fino a sabato 14 settembre con lo chef Davide del Luca del ristorante Eea di Ponza, punta a valorizzare il cocomero pontino nell’ambito della ristorazione e della mixology, in un progetto promosso dalla Cooperativa Latina Ortaggi.

“Il progetto intende – spiega Claudio Filosa – promuovere il cocomero pontino Pat, e allo stesso tempo stimolare le aziende produttrici ad avviare un lavoro sinergico utile alla costituzione di un “Comitato promotore del Cocomero pontino Igp”, utile all’affermazione di nuove economie di mercato e all’ottenimento del riconoscimento comunitario di indicazione geografica protetta, dopo l’ingresso nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali sancito con decreto del Mipaaft un anno fa. Abbiamo già raccolto su questo obiettivo il coinvolgimento delle principali cooperative del distretto agricolo pontino”.