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Il Centro Clanis di Minturno pienamente operativo anche per i tamponi oro-faringei per il Covid 19

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Un centro diagnostico di eccellenza, che opera per dare ai cittadini della provincia di Latina, e non solo, le prestazioni necessarie per avere un’assistenza qualitativa ed efficiente.

E’ il Centro Diagnostico Clanis srl che ha sede a Minturno e che specifica, a seguito della pubblicazione sul sito ufficiale di Salute Lazio, di non aver ricevuto alcun avviso di inizio di procedimento di revoca della “abilitazione”, in violazione della L. 241/1990.

Il Centro Diagnostico Clanis è completamente operativo e può continuare ad offrire il servizio di screening di tamponi oro-faringei, anche attraverso l’impiego di uno dei migliori test diagnostico disponibili sul mercato (strumentale, microfluido, immunofluorescentre, approvato negli Stati Uniti da FDA).

Non vi è stata peraltro – spiega la dirigenza del centro Clanis di Minturno – alcuna violazione dei termini, in ragione del fatto che l’accordo sottoscritto non include i costi del prelievo microbiologico, prestazione regolarmente riconosciuta dal nomenclatore. Pertanto non è possibile considerare implicito il costo del prelievo microbiologico, poiché ove la Regione abbia ritenuto di concordare tariffe inclusive dei costi di prelievo lo ha fatto esplicitamente (si vedano a titolo esemplificativo la antecedente G05717 o la più recente ricognizione U.0902656.21-10-2020)”.

Oggi, tra l’altro, esistono numerose tecnologie diagnostiche per i tamponi Covid 19, con caratteristiche e costi differenti.

La Regione Lazio ha inteso indicare l’utilizzo di test diagnostici con sensibilità superiore all’80%.

“Tale caratteristica di sensibilità – spiegano – consente di indentificare circa 80 positivi su 100, fornendo quindi risultati falsamente negativi sui rimanenti 20. Questi test hanno in genere un costo materiale oscillante fra i 4 ed i 10 euro. In ragione dei costi di prelievo ed esecuzione è quindi possibile proporre al paziente il test ad un a tariffa globale di circa 22 euro”.

Il laboratorio Clanis ha scelto di proporre ai suoi pazienti un test strumentale, microfluidico, con tecnologia immunofluorescente, caratterizzato dal una sensibilità del 97,5%. 

“Tale tecnologia consente di indentificare i pazienti positivi con efficacia molto migliore, producendo test falsamente negativi in solo 2 pazienti su 100. A fronte della maggiore sensibilità diagnostica si accettano costi operativi superiori. Il costo dei reagenti sale infatti intorno ai 18 euro, ai quali si debbono sommare i costi operativi di strumentazioni dedicate, con investimenti di molte migliaia di euro. Tale test può essere proposto al paziente a fronte di una tariffa globale di 32 euro (distribuiti secondo la proporzione di 22 euro per il test e 10 euro per le operazioni di prelievo)”.

Per giudicare la congruità dell’importo dei 10 euro richiesto per il prelievo microbiologico si consideri che, in un recente accordo sottoscritto dai medici di base e dai pediatri con il ministero, è stato riconosciuto un compenso pari a 12 euro per la medesima prestazione (a fronte peraltro di una fornitura gratuita dei dispositivi di protezione personali).

“In entrambi i casi – concludono – non esiste comunque alcuna violazione dell’accordo con la Regione Lazio (parlare di autorizzazione o convenzione è del tutto fuorviante), poiché l’accordo sottoscritto non è inclusivo dei costi di prelievo”.

 

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