Il caso di Alfie e le mie parole al Giudice

Alfie è… un bambino. Lui non chiede di vivere, non chiede di morire, è. Alfie non conosce della morale del mondo, ma sta in questo mondo. C’è venuto da uomo, uomo sfortunato, uomo per tempo breve, ma un altro Alfie non ci sarà mai, tra miliardi e miliardi di possibilità, lui mai.
Lei, signor giudice, che dice “inutile curarlo”. Come fa? Cosa è utile? E’ utile lei, lei giudice che sceglie il suo giusto che è la morte per un uomo, per un bimbo.
Io non conosco le cose complesse del mondo, ma come faccio a dire per un bimbo “non serve”, ma sopra tutto come posso dirgli “non sperare”, come posso dirglielo ai genitori. Come.
Signor giudice, ma lei come fa a dormire?
Signor giudice, come riesce ad essere sicuro del suo irreversibile giudizio?
Non amo chi giudica per antica libertà, non amo la legge per antica anarchia, ma amo immensamente l’umanità che ha mille e mille fiori e Alfie non è da meno. La rosa è bella, ma la margherita non è ombra.
La mia gente dice che se uno è buono, è vanto di tutto, ma se esce diverso, anche cattivo o altro resta, prepotentemente nostro. Quel bimbo è nostro, nostro perché non so se sogna che sogna, se spera che spera. Ma sicuramente sogna e spera, sicuramente è degno di questo mondo quanto lei signor giudice. Avete spento le macchine, non gli avete dato da mangiare per far risparmiare lo Stato, ma lui vive, come il giudice, caparbio come il giudice.
Io non so cosa è bene e cosa è male, e me ne frego ma so che un bimbo è bimbo e se c’è un creatore lui ha creato diversità meravigliose con la stessa materia, e se non è il creatore è il caso dell’universo ma eguale giudice, Re, ricco o Alfie.
Signor giudice però una cosa voglio dirgliela, da buttero ignorante quale sono, lei non mi piace, lei non è una brava persona e se la legge le da ragione è una legge fatta da non brave persone. Veda io non credo, io non ho il dono della speranza oltre ogni speranza, ma noi, noi, uomini abbiamo il diritto di resistenza davanti ad una legge di non brave persone, a giudici non brave persone.
Alfie morirà certamente, come capiterà per altrettanta certezza a me e a lei giudice, ma nessuno per questo le stacca la vita.
Lidano Grassucci
Lidano Grassucci
Direttore di LatinaQuotidiano fino ad Aprile 2018. Giornalista professionista, laureato in scienze politiche, è stato direttore de Il Territorio, Tele Etere, Economia Pontina, caposervizio presso Latina Oggi e autore di numerose pubblicazioni.

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