Giorgio Casati
Giorgio Casati

La Asl di Latina, infastidita probabilmente dal fatto che su Latinaquotidiano.it, siano state riportate notizie considerate “scomode”, ha deciso di tagliare la nostra testata dalle comunicazioni ufficiali.

Latinaquotidiano.it in questi mesi ha raccontato ai cittadini della risonanza magnetica bloccata da lustri all’ospedale di Formia, dei lavori iniziati, sospesi, ripresi e ancora nel limbo al pronto soccorso del Goretti di Latina, delle difficoltà dei medici costretti ad un numero insufficiente di sale operatorie, dei nodi legati al sottodimensionamento del personale, ai concorsi che si arenano nelle maglie della burocrazia, delle risorse impiegate per pubblicizzare progetti di comunicazione a fronte della mancanza di guanti al personale che opera negli ospedali.

Sono solo alcuni esempi per lo stesso comune denominatore. Ogni volta il direttore Casati non ha gradito di essere messo di fronte alla realtà.

Il direttore generale non ha compreso che il ruolo di un quotidiano è anche questo così come lo è, e gli articoli ce ne sono testimoni, raccontare le tante eccellenze professionali che nella nostra sanità operano nonostante la gestione disastrosa messa in atto nel tempo.

Il direttore generale anziché dedicarsi alle mailing list dovrebbe, ed avrebbe dovuto, pensare a porre rimedio ai tanti gap che caratterizzano la sanità a Latina e provincia perché forse ora tanti problemi si sarebbero potuti evitare.

In queste ore abbiamo avuto l’ardire di mettere nero su bianco quanto accaduto ritenendolo gravissimo in un momento tanto delicato e complesso come quello che, a causa della diffusione del Coronavirus, i nostri cittadini, l’Italia e il mondo intero stanno affrontando.

E il risultato è stata una risposta, da parte del direttore generale Giorgio Casati, ancora più imbarazzante.

Primo perché ha letto come preferiva quanto da noi scritto ampliando la questione a Latinacorriere.it, da noi citato solo perché editori di entrambe le testate e non perché “indigesto” come Latinaquotidiano.it

Inoltre nella sua nota Casati conferma la scelta arbitraria messa in atto tagliandoci fuori e cercando di ribaltare la questione tacciandoci di pubblicare notizie e informazioni fuorvianti, al limite delle fake news.

Siamo felicissimi di vedere l’elenco, che Casati, annuncia di voler fornire su notizie “fake” che sarebbero state pubblicate, soprattutto perché sono tutte nate in conformità alle delibere che lui ha firmato, dai dati pubblicati, sul sovraffollamento degli ospedali, sul portale web della regione Lazio, e sulle denunce effettuate dai sindacati sulle mancanze della Asl di Latina.

E’ gravissimo, sotto il profilo deontologico e professionale, tagliare un canale di informazione che ad oggi ha sostenuto la corretta comunicazione, quella istituzionale, senza cercare titoli gridati o accessi a tutti i costi, come ogni singolo articolo dimostra.

Un canale di informazione che quotidianamente, e i dati sono consultabili in qualsiasi momento, supera i 67mila accessi giornalieri in termini di letture.

E’ evidente che il direttore Casati sia libero di fare e disfare di un’azienda, pubblica, che dirige, non per eredità ma per nomina politica, stipendiato con denaro pubblico, quindi di tutti i cittadini, non certo da un privato, come se fosse la casa di famiglia.

Ci auguriamo che chi ha il ruolo di “controllore” sulla Asl di Latina, e non solo, a partire dalla Regione Lazio, verifichi quanto sopra esposto e sappia agire di conseguenza.

Per quanto ci riguarda continueremo a fare quanto fatto sinora, leggere gli atti e raccontare quello che accade senza giudizi di merito pur nella consapevolezza che a qualcuno la cosa non possa andare a genio.

Lo faremo dando, come sempre accaduto, spazio di replica a chi non la pensa come noi o ritiene di dover esprimere la propria opinione. Lo faremo nel rispetto delle parti che sempre abbiamo dato e che, evidentemente, non è da tutti saper ricambiare.