Lo scorso 26 luglio si è tenuta alla Camera dei Deputati la relazione biennale sul microcredito in Italia a cura dell’Ente nazionale per il microcredito. Secondo i dati forniti dall’Ente, dal 2015 ad oggi sono 24 mila i posti di lavoro creati grazie al microcredito, con 296 milioni di euro erogati tramite 13.219 finanziamenti destinati a nuove attività e piccole e medie imprese dai 31 istituti finanziari convenzionati.

L’Italia è uno dei pochi Paesi europei ad essersi dotati di una specifica disciplina legislativa in materia. A partire dal 2010, infatti nell’ambito delle modifiche apportate al Titolo V del Testo Unico Bancario (TUB), con Decreto Legislativo n. 141/2010 e successive modifiche, sono stati introdotti gli articoli 111 e 113 TUB.

Ma esattamente, di cosa si tratta?

Il microcredito imprenditoriale è uno strumento di micro-finanza, pensato per le imprese di più recente costituzione o neocostituite, che ha lo scopo di rispondere alle esigenze di inclusione al credito di coloro i quali presentano difficoltà di accesso ai circuiti bancari tradizionali, principalmente per l’assenza di garanzie.

Ciò che contraddistingue il microcredito dal credito ordinario è l’attenzione alla persona, che si traduce con l’accoglienza, l’ascolto e il sostegno ai beneficiari dalla fase pre-erogazione a quella post-erogazione del finanziamento, nonché la particolare attenzione prestata alla validità e alla sostenibilità del progetto, grazie all’assistenza di un tutor. Non si tratta quindi semplicemente di un piccolo prestito bensì di una offerta integrata di servizi finanziari e non finanziari.

Tecnicamente, parliamo di un mutuo chirografario, a tasso fisso, di importo massimo 25.000 euro, i quali possono diventare 35.000 euro se le ultime 6 rate sono state pagate regolarmente e se lo sviluppo del progetto finanziato risulta in linea con il raggiungimento dei risultati intermedi stabiliti.

L’erogazione del finanziamento è favorita dall’emissione di una garanzia pubblica per l’80% dell’importo da parte del Fondo di Garanzia per le PMI, uno strumento istituito con Legge n. 662/96 e operativo dal 2000, la cui finalità è quella di favorire l’accesso al credito delle piccole e medie imprese sostituendosi, per la parte garantita dallo Stato, alle garanzie portate dalle imprese.

Grazie al Fondo infatti l’impresa può ottenere finanziamenti senza garanzie aggiuntive (e quindi senza costi di fidejussioni o polizze assicurative) sugli importi garantiti dal Fondo.

Secondo il Ministero dello Sviluppo Economico, oltre il 99% delle imprese ha avuto accesso al finanziamento con la copertura del Fondo in assenza della presentazione di garanzie reali.

Il nostro studio è tutor presso gli elenchi nazionali (n.499) e offre assistenza in materia di micro-credito e micro-finanza nelle province di Latina, Roma e Frosinone e su tutto il territorio nazionale.