I giovani rinunciano all’Expo? La voglia di stabilità vince sulle nuove esperienze

di Francesco Miscioscia – Per Manpower, società che si è occupata di reperire il personale per l’Expo 2015, non è stato semplice reclutare 600 giovani. Otto su dieci hanno rinunciato al lavoro “stagionale” dopo aver superato il primo step delle selezioni. La causa di questi numeri, abbastanza sorprendenti a dir la verità, è da ricercare nell’orario di lavoro o nella precarietà del contratto. Anche perchè il salario proposto, tra i 1.300 e i 1.500 euro netti al mese, non è affatto una miseria di questi tempi.

Purtroppo chi ha rifiutato il lavoro, o perché spaventato dalla precarietà, o perché si sarebbe svolto nel periodo estivo (e da noi estate è ancora sinonimo di vacanze) ha perso una grossa opportunità. L’Expo è infatti un’occasione per confrontarsi con diverse culture, dato che la fiera ospita padiglioni di tutti, o quasi, i Paesi del mondo. Un’esperienza del genere, altamente formativa, accresce di certo il curriculum vitae di un qualcosa di unico da rivendersi poi in futuri colloqui.

Eppure non mancano i casi, nella realtà quotidiana, di ragazzi che … Continua a leggere su Marketicando.

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