Senza giochi di carte l’Italia sarebbe un popolo a metà. Questa attività ludica infatti, di origine profondamente popolare, è un elemento fondamentale della cultura del nostro paese. Ogni regione, ogni città, ogni territorio affonda le proprie radici anche nei passatempi che sono espressione della fantasia e del mutamento sociale di ogni zona d’Italia. E con la particolarità, rispetto a qualsiasi altro luogo del mondo, che ogni regione d’Italia ha una storia e una tradizione del gioco a sé, con usi e costumi differenti ma anche carte da gioco, regole, nomi dei giochi differenti. Anche negli stessi giochi, come può essere ad esempio la scopa, può capitare che una regione italiana la chiami e la svolga in un modo e un’altra abbia delle minime differenze. Tradizioni che sono state poi riportate di secolo in secolo fino a noi, oggi, in epoca moderna persino con il web, dove si trovano ormai pronti anche i giochi della tradizione. Infatti sui diversi portali di gioco digitale c’è di tutto, è disponibile lo scopone online come la briscola, il poker come il tressette. Giochi traslati in formato elettronico perché da sempre molto apprezzati da tutti. Non da ultimi dai romani e da tutto il Lazio dove i giochi di carte godono ancora di una grande popolarità.
Sette e mezzo
Sembra particolare ma uno dei giochi più apprezzati dal popolo laziale è il Sette e Mezzo, un gioco che in tutta Italia si svolge per lo più durante le festività, specialmente quelle natalizie, quando tutta la famiglia è riunita o si ha l’occasione di stare insieme a tanti amici. Le regole sono semplici ma il brivido del rischio è alto ed è proprio quello a rendere il gioco appassionante. Si usano tutte le 40 carte del classico mazzo di carte napoletane, o comunque della tipologia di carte di origine spagnola, ma per giocare a sette e mezzo, volendo, si può usare il mazzo di carte francesi ridotto a quaranta tessere. Le carte con i numeri corrispondono al loro valore dichiarato mentre le figure valgono mezzo punto. Lo scopo del gioco è quello di raggiungere il punteggio massimo e superare il punteggio del “banco”, del mazziere. Il punto più alto è appunto 7 e ½ e se si supera si “sballa”, e si viene eliminati costringendo a pagare il banco con la propria quota puntata.
Zecchinetta
Un altro gioco tipico di Roma, che si ritrova anche in una delle tante fiere del gioco che la Capitale e non solo propongono con entusiasmo da diversi anni, è la Zecchinetta, un gioco che può in qualche modo trovare una piccola somiglianza con il poker ma il cui svolgimento è notevolmente diverso. Le sue origini risalgono ad almeno il Cinquecento introdotto dai lanzichenecchi e fin dalle origini lo scopo del gioco era trovare una carta uguale alla prima scoperta tirando fuori man mano tutte le altre. Ed era un gioco diffusissimo nelle parti più popolari della città di Roma, dai garzoni di piazza di Spagna ai portuali del porto di Ripetta. In questo gioco il banco volta una prima carta per sé e per i giocatori. Se queste due sono uguali il banco vince tutto. Se invece estrae una carta uguale a quella alla sua sinistra, vince le puntate di tutti i giocatori. Se ancora la carta è uguale a quella alla sua destra, vincono invece i giocatori.





