Consiglio-Regionale-Lazio

Tagliati i vitalizi nella regione Lazio a presidenti, assessori e consiglieri di ieri, oggi e domani.

E’ questo il cuore del provvedimento, che prevede la rideterminazione degli assegni vitalizi regionali, approvato oggi in consiglio regionale.

Con un taglio medio del 30% sull’assegno si assicura un risparmio di poco meno di 6 milioni di euro annui.

La proposta era nata sulla scorta di quanto stabilito dall’accordo siglato il 3 aprile 2019 in Conferenza Stato-Regioni.

Una legge snella, formata da 8 articoli.
Previsto il ricalcolo con il metodo contributivo, la garanzia del rispetto dei principi di proporzionalità, ragionevolezza e tutela dell’affidamento e l’applicazione delle aliquote previste dalla tabella approvata dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
L’ultimo articolo fissa il termine per l’entrata in vigore della legge e differisce, rispondendo a quanto previsto dall’intesa, gli effetti della rideterminazione all’1 dicembre 2019 per consentire agli uffici amministrativi di espletare i necessari adempimenti preliminari.

La legge e’ stata sottoscritta dai componenti dell’ufficio di presidenza del consiglio e vede come primo firmatario Devid Porrello dei Movimento 5 Stelle, insieme a Gianluca Quadrana, Lista civica Zingaretti, Michela Di Biase, Pd, Giuseppe Cangemi, gruppo misto, Daniele Giannini, Lega, al presidente del consiglio, Mauro Buschini e a Daniele Leodori in qualità di consigliere Pd.

“In Conferenza Stato-Regioni – ha spiegato Porrello – e’ stato approvato che il metodo contributivo delle Regioni deve essere basato su due parametri: gli scaglioni, ossia l’importo del vitalizio percepito, e la differenza tra questo valore e il valore che si sarebbe dovuto percepire calcolando i versamenti fatti nel tempo con il metodo contributivo secco, quello che viene attuato per i consiglieri del Lazio dalla X legislatura in poi. In questo modo si calcoleranno i tagli per ciascun consigliere. Ci sarà un taglio tra il contributivo secco e quanto versato, fino al massimo del 26% oltre il primo”.