I cittadini di Norma stanno vivendo una vera e propria odissea.

Costretti ad organizzarsi con un cordone di solidarietà per affrontare il viaggio che li porta fuori dalla città.

I bus messi a disposizione, infatti, non bastano a rispondere alle esigenze diversificate dei residenti.

Circa 4000 persone che per muoversi mettono a rischio la loro vita percorrendo la Norma-Cori, che è ridotta peggio di una mulattiera.

Una strada inadeguata a supportare il traffico che in queste settimane vi si è riversato.

Una lingua di asfalto segnato da buche, diventate voragini dopo la pioggia, troppo stretta per far transitare i mezzi più pesanti e che mette a rischio costante l’incolumità dei cittadini perchè priva dei minini requisiti di sicurezza.

I questi giorni sono tanti i cittadini che, oltre al danno, indotto dalla chiusura della Norbana, hanno bucato le gomme su quella strada a strapiombo sull’agro pontino.

In queste ore, maltempo permettendo, i lavori di messa in sicurezza della Norbana dovrebbero iniziare.

Sui tempi di apertura non esiste alcuna certezza.

Questo significa che a tempo indeterminato la Norma – Cori è l’unica possibilità di accedere al resto del territorio.

A preoccupare è anche il fatto che con l’abbassarsi delle temperature ghiaccio e nevischio potrebbero rendere ancora più pericolosa una strada già inadeguata.

Nel corso della riunione in regione il sindaco Tessitori ha chiesto interventi rapidi di messa in sicurezza della Norma – Cori.

Ma i tempi della burocrazia e della politica potrebbero non essere gli stessi su cui viaggiano i cittadini.

Eppure Norma non è un’isola è arte integrante di una comunità, quella pontina, ed ha diritto di avere collegamenti all’altezza delle sue esigenze.

La solidarietà in questi casi non basta, servono progetti e azioni rapide.