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I candidati sindaco presenti al confronto in Piazza del Popolo

Per tenere la piazza ci vuole il fisico e qualche argomento. Ieri sera sugli schermi televisivi, al di là delle assenze eccellenti, c’erano candidati altrettanto eccellenti che argomentavano con la stessa profondità con cui si parla al bar di fisica nucleare e un pubblico che tifava e non aveva alcuna predisposizione a capire confortava parole a cui era stato negato il loro significato.

Legalità ed onestà erano parole sbandierate a tutti ma rivolte a nessuno perché assolutamente generiche. Io sono legale non vuol dir nulla perché rispettare la legge non è una varia ed eventuale ma è il presupposto stesso del vivere civile, non è un programma politico ma è preoccupazione dei carabinieri che, come recitano le reggie patenti che li istituirono oltre un secolo fa, sono “usi andar per le contrade del regno due a due contro i malfattori”. E i carabinieri non si eleggono ma servono lo Stato. Onestà è una virtù che riguarda i comportamenti del cittadino, chi non è onesto è disonesto e rientra, se questo si trasforma in azione, nelle competenze dei carabinieri di cui sopra.

I sindaci dovrebbero occuparsi di altro, della amministrazione del condominio che è la città, dovrebbero immaginare il futuro e non recitare il rosario. Sostenere lo sviluppo di Latina sta nella Marina, in un paese come il nostro che è una penisola è come dire che abbiamo l’originalità di avere l’acqua bagnata. Sostenere che ci saranno masse di turisti che vengono a vedere Palazzo M anziché piazza San Marco a Venezia o piazza del Duomo a Firenze o il Pantheon a Roma non è ridicolo, è criminale. I candidati sindaci le hanno imbroccate tutte per non dire niente ai loro probabili elettori. Nessuna parola per il polo manifatturiero che è il vero traino dell’economia pontina e per l’agricoltura che vede questa provincia tra le prime dieci in Italia. Hanno parlato di una città che non conoscono perché per conoscere una città occorrerebbe studiarla sul serio e non sui “Cirannini” (i riassunti dei testi scolastici degli anni 70-80). Per riempire le piazze e per coinvolgere ci vorrebbero fisico e conoscenza, e mancano tutti e due.