La cronaca racconta la fine della scuola media di Ventotene per il “rifiuto” dei residenti di ospitare famiglie di immigrati con figli. La proposta era del sindaco, Gerardo Santomauro.

La scuola è finita, chiusa e una scuola quando chiude non si aprirà mai più. La fine di una scuola significa la fine di un punto di vista piccolo che fa il grande punto di vista di una comunità nazionale, perdiamo colori ed il mondo diventa più difficile da capire e grigio.

La notizia è dell’inizio del mese, e fa da contraltare con un ricordo che è riportato in un servizio sulla costa della Sardegna passato in tv in questi giorni, su Arbatax, dove pescatori di Ponza hanno “insegnato” la pesca ai sardi e lì sono rimasti, facendo più grande Arbatax e Ponza. Erano aperti i partenti, erano disponibili gli ospitanti, insieme hanno “salvato” le due comunità. Chiudersi porta a chiudere, a finire, porta a invecchiare ed è la morte delle comunità.

Il sindaco di Bassiano, Domenico Guidi, nel 2013 decise, con la sua comunità, di ospitare due famiglie di origine rom sgomberate dal bullonificio di Aprilia, avevano 7 bambini. La presenza di questi ragazzi evitò la chiusura della scuola media. Ora è ancora attiva, ne è finanziato lo sviluppo, e Bassiano è “polo di studi” a servizio anche di parte del Comune di Sezze.

La generosità conviene, e non è invasione ma uso della ragione, difesa della cultura. Perché la cultura delle isole, la storia di Arbatax e Ponza lo dimostra, è storia di viaggi, e anche la storia di Bassiano non è a porte chiuse e Aldo Manuzio da Bassiano fece grande il mondo, a Venezia, da emigrante.