L’avvicinarsi della fine di ottobre segna, oltre il definitivo addio alle temperature estive, l’avvicinarsi di una ricorrenza che, ormai da qualche tempo, si è espansa dalle sue latitudini d’origine per interessare pressoché ogni Paese: la festa di Halloween.

Tradizionalmente ricondotta alla cultura anglosassone, e particolarmente sentita nel corso del 20esimo secolo negli Stati Uniti, oggi è festeggiata in maniera pressoché unanime in tutto il mondo. Non senza resistenze, tuttavia: i Paesi di cultura diversa da quella anglosassone hanno spesso visto con sospetto una festa estranea alla loro cultura, alimentando polemiche come, da ultimo, quella innescata dal Presidente della Campania e riportate dalla stampa internazionale. Di certo, ad ogni buon conto, c’è che al netto delle frequenti polemiche oggi la festa è sentita e particolarmente attesa, soprattutto dai più giovani, come dimostrano i numerosi eventi tematici che ogni anno puntualmente si organizzano per l’occasione.

Le radici di Halloween vanno ricondotte al paganesimo, e in particolare alla cultura celtica. Per i popoli celtici infatti era normale misurare lo scorrere del tempo in base al variare delle stagioni e al ciclo del raccolto: la festività che era collegata alla fine dell’estate era Semhain, in occasione della quale si celebrava l’ultimo raccolto prima della stagione fredda. La collocazione temporale e soprattutto il legame con elementi autunnali ricordano esattamente le caratteristiche dell’odierna festa di Halloween, che riprende per l’appunto elementi tipici dell’agricoltura come zucche e spaventapasseri. L’associazione al culto dell’onorare i defunti, invece, è di epoca posteriore: prima i Romani associarono la festività alla festa dei morti della loro tradizione, poi il cristianesimo istituì, in coincidenza con il periodo a cavallo fra ottobre e novembre, la propria festa religiosa. In particolare la tradizione religiosa è responsabile della forte importanza data al giorno della commemorazione dei defunti, come dimostra la diffusione capillare di celebrazioni analoghe da un capo all’altro del mondo: basti pensare al Dia de los Muertos messicano, frutto di un misto fra cristianesimo e culti precolombiani, o ai vari festeggiamenti nelle regioni italiane per la medesima ricorrenza.

Proprio le origini celtiche della festa sono alla base della sua esplosione negli Stati Uniti del 20esimo secolo. Fu proprio questa la meta della fortissima emigrazione irlandese che, nell’800, portò milioni di irlandesi negli USA. Questi, costretti ad abbandonare l’Irlanda a causa di carestie e persecuzioni religiose, portavano con sé tutto il loro bagaglio culturale, compresa la festività come retaggio della cultura celtica. Negli Stati Uniti, prosperando grazie all’enorme numero di emigranti, prese il nome odierno in derivazione da All Hallow’s Eve, vale a dire il nome inglese della vigilia di Ognissanti: il 31 ottobre, di conseguenza, divenne il giorno fissato per la ricorrenza.

L’enorme diffusione della festività ne determinò l’ingresso nella cultura popolare statunitense, e fin dagli anni ’30 i grandi magazzini cominciarono a vendere abbigliamento a tema. Data la natura di commemorazione dei defunti i travestimenti erano volti a esorcizzare la paura della morte, attingendo così a creature fantastiche come vampiri, streghe e mostri gotici. Anche l’usanza del travestimento ha subito un’evoluzione progressiva, passando dalle semplici ricostruzioni delle creature della fantasia popolare alle rappresentazioni di personaggi iconici della cultura popolare come personaggi sportivi famosi, protagonisti di film o icone di fumetti.

Componente tipica della festa è che i bambini travestiti, bussando alle porte, chiedano un’offerta. La tradizione lega tali offerte alla leggenda connessa a un altro simbolo di Halloween, la zucca intagliata nota come Jack O’ Lantern. Secondo il mito, il Jack protagonista fu in grado di ingannare il diavolo che voleva impossessarsi della sua anima; ma, alla sua morte, venendo da questi rigettato proprio per il suo inganno, fu costretto a vagare senza riposo. I doni, quindi, servirebbero proprio per ingraziarsi Jack. In realtà questo aspetto, condiviso anche da molte delle analoghe tradizioni regionali italiane, deriva con tutta probabilità dal fatto che nel periodo medievale fosse usanza che i mendicanti promettessero, in cambio di un’offerta, di pregare per i defunti del donatore. Tale usanza sembra trovare un’inaspettata conferma persino in letteratura: in una commedia di William Shakespeare, I due gentiluomini di Verona, si fa riferimento a mendicanti che si “lagnano” in occasione della ricorrenza, legittimando quindi ad associare le due testimonianze.

In conclusione, e nonostante le polemiche che annualmente vengono riproposte, la festa di Halloween non può effettivamente dirsi connessa a una tradizione piuttosto che a un’altra. Nonostante le sue origini siano facilmente riconducibili alla cultura celtica, le successive contaminazioni e stratificazioni con altre tradizioni la rendono espressione di un’esigenza comune a qualsiasi cultura, quella di commemorare i defunti ed esorcizzare la fine dell’esistenza terrena.