di Francesco Miscioscia – La tre giorni romana del Movimento 5 Stelle fa già segnare qualche problema di gestione. Federico Pizzarotti non è stato inserito nella lista degli interventi sul palco. La notizia non è di poco conto se si considera che il sindaco di Parma rappresenta l’uomo di governo principale del Movimento ed è stato il primo tra i grillini ad imporsi in una elezione locale.

L’esclusione dai relatori è solo l’ultimo strappo che si è avuto tra il primo cittadino parmigiano e i vertici alti del Movimento. Pizzarotti ha da sempre denunciato lo scarso sostegno alle realtà locali e lo scontro si è acuito sul tema dell’inceneritore, su cui Grillo, dal suo blog, ha anche punzecchiato ironicamente l’esponente pentastellato.

Pizzarotti, dal canto suo, prova a fare il pompiere, sostenendo di non aver mai chiesto di salire sul palco, ma di essersi messo a disposizione. Morale della favola, il sindaco di Parma se ne starà buono allo stand della sua città a partire da sabato, mentre il discorso di Grillo è in agenda venerdì, giorno in cui a PArma si inaugura il festival Verdi. Ironia della sorte non ci sarà un incontro tra i due litiganti.

Il motivo della guerra fredda è comunque di natura politica. Pizzarotti, raggiunto un ruolo istituzionale di rilievo, sa che difficilmente riuscirà a tenersi stretta la poltrona su cui siede e che dovrà mettere in discussione nel 2017 se la sua situazione dovesse rimanere tale. Ha così iniziato un dialogo con il Partito Democratico in vista delle prossime provinciali, con l’intento di costituire un listone unico, rompendo però uno dei dogmi dei 5 Stelle, ovvero nessun accordo con le altre forze politiche.

Il patto con i democratici avrebbe già avuto l’assenso di Vincenzo Bernazzoli, già presidente della Provincia di Parma. Pizzarotti si impegna a portare i voti dei suoi alla coalizione, in cambio avrebbe garanzie di essere l’unico referente cittadino.

Nonostante si dica intenzionato a rimanere nel Movimento, Pizzarotti è sempre più vicino alla rottura. In occasione della campagna elettorale per le regionali, infatti, si è pubblicamente tirato fuori affermando, coraggiosamente, che il M5S “non ha idee”. Il Partito Democratico aspetta paziente a braccia aperte.

 Da Marketicando