Cosa vuoi fare da grande? L’astronauta, rispondevamo noi ragazzi cresciuti quando Gagarin era un eroe e le missioni Apollo l’avvenire che si toccava con mano. Nessuno di noi sognava più fare il soldato, il cow boy, ma tutti eravamo verso gli astri che non avremmo raggiunto mai.

E… oggi se chiedi ad un sindaco, aspirante, e sono tanti: ma dove sarà lo sviluppo di Latina? Loro pronti dicono… farò l’astronauta, che è “saremo una città turistica”. Se chiedevi ai ragazzi: ma perché? “Perché è bello”. E i sindaci? Rispondono: “perché è bello” che è dir nulla tale e quale noi poveri ragazzi.

Ma? Ma, si potrebbe rispondere in tanti modi.Tipo: qui erano posti così fantastici che ci rubavano i nomi per definire automobili bellissime, per dare un nome alla velocità. La Lancia Astura prende il nome del nostro fiume che oggi abbiamo premiato con una discarica. Linee eleganti, affilate, come una donna in abito lungo e stretto che fa le forme che solo un’auto e i manifesti di Gino Boccasile potevano fare. Ma loro che vogliono fare i sindaci turistici mica lo sanno che potremmo dire: “venite qui nella terra dei sogni e del vento, nella terra veloce”. La Lancia Astura era vista dall’alto da un aeropittore che, magari stava su un Sai Marchetti disegnato da Alessandro Marchetti di Cori. Magari era seguita da una Aprilia, da una Ardea. Che magari non siamo belli perchè è bello, ma belli perché siamo linee del piano di un’auto che sfida il vento.

Taruffi sull’Appia, alla fettuccia di Terracina, provava le bisiluro e anche la strada delle strade sarebbe diventata un’auto magnifica nel marchio Lancia. Erano le auto più belle del mondo ed avevano nomi di sogni, magari per questa bellezza potrebbero venire qui, ma in troppi vogliono fare gli astronauti ma non guardano le stelle, non conoscono la luna e vespero non sanno cosa sia. Perché è bello questo posto? Guardate le linee di una Astura.