I viaggi, la religione, lo studio: c’è una figura che si riallaccia al Lazio meridionale e racchiude tutti questi aspetti. E’ Giovanni da Cori, missionario domenicano del Medioevo.

La pubblicazione presentata presso il Museo della Città e del Territorio di Cori dallo storico e ricercatore Clemente Ciammaruconi ha messo in luce il profilo di questo poco noto personaggio del XIV secolo. Lo studio ci porta a scoprire come da un piccolo borgo del Lazio si potesse arrivare ad avere una prospettiva così ampia in grado di raggiungere l’Asia centrale.

Giovanni da Cori ha vissuto solo i primi anni nel paese di origine. Predicatore in gamba, ha seguito gli studi di teologia e imparato la lingua dei posti in cui svolgeva la sua attività di evangelizzazione, assumendo ruoli di crescente responsabilità. In poco tempo è divenuto arcivescovo di ben 5 diocesi nell’odierno Iran, a Soltaniyeh, città allora capitale della dinastia mongola ilkhanide. Da arcivescovo, ha coordinato l’azione delle missioni domenicane nell’Asia centrale per almeno un decennio, fino alla morte, avvenuta intorno al 1340.

La storia di Giovanni da Cori è solo una delle innumerevoli pubblicazioni di Ciammaruconi, professore nella scuola di teologia di Latina. Come ci ha raccontato lui stesso, si tratta di un lavoro di ricerca veramente complesso: le fonti sono tantissime e riguardano registri canonici e pontifici, studi e pubblicazioni in italiano e francese. Sebbene sia considerato un personaggio minore nello studio delle modalità insediative degli ordini monastici e mendicanti, questo missionario è invece riconosciuto a livello internazionale nella letteratura di viaggio dell’Asia centrale. La presentazione di questa ricerca di settore ad una platea di giovani e adulti rientra così nella volontà del suo autore e del comune di Cori di trasferire in maniera meno scolastica e con intento divulgativo la conoscenza di una figura così moderna e di grande rilievo per la storia del nostro territorio.