Giovanni Acampora all’assemblea nazionale Confcommercio Imprese con Di Maio e Salvini

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Giovanni Acampora con Luigi Di Maio

Si è svolta l’assemblea generale Confcommercio Imprese per l’Italia dove erano presenti anche i neo ministri Matteo Salvini, leader della Lega, e Luigi Di Maio, Movimento 5 Stelle. Presente ovviamente anche una rappresentazione di Confcommercio Lazio Sud, con il presidente Giovanni Acampora che ha potuto incontrare i due leader della maggioranza di governo.

Tanti i temi toccati nell’annuale appuntamento che raccoglie tutto il mondo del commercio.

L’Iva non aumenterà e le clausole di salvaguardia saranno disinnescate” ha promesso alla folta platea il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio. “Aboliremo tutti gli strumenti come lo spesometro e il redditometro e inseriremo l’inversione dell’onere della prova. Perché siete tutti onesti ed è onere dello Stato provare il contrario – ha aggiunto – Incroceremo tutti i dati della P.A. per dimostrare l’evasione” strappando applausi.

Poi, riguardo il salario minimo per la generazione di lavoratori fuori dalla contrattazione nazionale Luigi Di Maio ha dichiarato: “Va garantito almeno un salario minimo, almeno fino a che non si arriva alla contrattazione. Il lavoro nobilita l’uomo fino a che ti dà la soddisfazione di arrivare a fine mese, invece siamo in un momento in cui si cerca di lavorare pur guadagnando zero“.

Per Luigi Di Maio, per far decollare le imprese bisogna “lasciarle in pace” e, rivolgendosi al Parlamento ha chiesto che le leggi in vigore vangano alleggerite poiché sono già troppe.

Duro l’intervento del Presidente Confcommercio Imprese per l’Italia Carlo Sangalli. Sull’Iva: “Non si tratta e non si baratta” ha detto rivolgendosi proprio ai ministri presenti in sala. E sulle clausole di salvaguardia ha aggiunto: “La vera salvaguardia per imprese e cittadini è difendere i loro redditi, il potere d’acquisto, la competitività diffusa delle imprese”.

Stando al Rapporto sul Terziario dell’Ufficio Studi di Confcommercio nella prima parte del 2018 l‘economia italiana è in rallentamento con un peggioramento del clima di fiducia di famiglie e imprese determinato dalle incertezze sulle prospettive del mercato interno e degli ordinativi. In fatto di numeri la crescita a fine 2018 dovrebbe attestarsi all’1,2% per rallentare ulteriormente all’1,1% nel 2019.

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