Un uomo, da quanto si è appreso un clochard, che girovaga con tanti altri disperati nella zona della stazione di Campoleone ha scuoiato e cucinato un gatto.

Lo ha fatto, sembra, per fame.

Nella zona sono tantissimi i gatti ed i cani randagi che in cerca di cibo arrivano nell’area della stazione di Campoleone, anche dalle campagne che la circondano, in cerca di cibo.

Quanto accaduto ci ha lasciati tutti, indistintamente, fatta qualche eccezione di sciocca ironia, sconcertati.

Amo i gatti, i cani e gli animali in genere.

Non ammetto alcuna violenza nei loro confronti e concordo sul fatto che debbano essere tutelati da padroni spesso superficiali e che, dopo l’entusiasmo di qualche giorno, magari si rendono conto che accudirli, amarli, proteggerli, curarli è una responsabilità arrivando ad abbandonarli.

Quindi non pene severe ma severissime verso chi li maltratta o lascia in strada considerandoli un peso.

Quello che dovrebbe inorridirci però è il fatto che nel 2019 ci siano persone costrette a mangiare un gatto pur di sfamarsi.

E’ stato il gesto di una persone “fuori di testa”?

Se così fosse va curato e preso in carico dalla società di cui quell’uomo, chiunque esso sia, fa parte e di cui non rappresenta un’infezione da cui mantenere la distanza.

E’ stato il gesto di una persona che vive di stenti e che non aveva nulla con cui sfamarsi?

Deve essere sostenuta e non abbandonata.

Non conosciamo nulla di questo signore ma come lui, nell’abbadono e nel degrado sono in decine e decine, che si muovono non solo alla stazione di Campoleone, urinando nella sala di attesa, lasciando i propri bisogni in una busta accanto alla macchinetta per fare il biglietto.

E’ giusto proteggere i cani e i gatti ma dovrebbe essere altrettanto giusto evitare che una persona sia costretta a vivere in questo modo.