di Daniela Pesoli – A Gaeta è scoppiata la guerra delle zeppole di San Giuseppe.

Motivo del contendere, la vendita dei tradizionali bignè che sarebbe in corso nei negozi di alimentari e nei forni, contestata duramente dalle pasticcerie cittadine.

Queste ultime sono chiuse per effetto del decreto del Presidente del consiglio dei ministri del 9 marzo che ha disposto la sospensione delle attività che non fornisce servizi essenziali e beni di prima necessità, provvedimento che non riguarda ovviamente chi vende generi alimentari.

In un esposto, i titolari delle pasticcerie gaetane denunciano che i negozianti rimasti aperti venderebbero al dettaglio anche zeppole e altri dolci in modo abusivo, sostenendo che tale servizio sarebbe vietato dal decreto governativo, e di essersi sostituiti arbitrariamente agli artigiani costretti a tenere abbassate le saracinesche.

La controparte replica di avere sempre venduto zeppole in questo periodo e di essere autorizzati a farlo in base alla licenza commerciale, aggiungendo di fornire un servizio ai cittadini forse non indispensabile, ma legittimo.

Un braccio di ferro esploso anche sui social, con la formazione di agguerrite tifoserie di entrambi gli schieramenti, tenacemente impegnate a interpretare il decreto governativo diventato terreno di scontro tra i commercianti di Gaeta.

Con al centro del dibattito un’eccellenza della pasticceria italiana.