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Truffa del finto bancomat, identificata e denunciata, alla competente autorità giudiziaria di Cassino, dalla polizia una donna di 54 anni, pluripregiudicata, residente a Cremona.

I reati contestati sono quelli di truffa e sostituzione di persona.

Tutto è scaturito da un annuncio su internet e alla denuncia di una donna 50enne di Gaeta, che anziché ricevere il denaro da parte dell’acquirente, involontariamente gli ha rimpinguato il conto.

Ad agosto, infatti, la vittima aveva denunciato agli agenti del commissariato di Gaeta che aveva pubblicato su un noto sito internet di commercio elettronico, l’annuncio per proporre in affitto un appartamento a Gaeta per il periodo estivo.

Dopo appena una manciata di minuti dalla pubblicazione dell’annuncio riceveva subito la telefonata di una ragazza che si dimostrava fortemente interessata all’affitto di quell’abitazione e che senza neanche tentare di contrattare il prezzo poiché voleva la casa a tutti i costi, si rendeva immediatamente disponibile a versare i soldi pattuiti per la caparra.

Nel frattempo la truffatrice, dai modi gentili, proponeva alla donna una nuova modalità che le avrebbe permesso di avere i soldi in maniera simultanea sulla sua carta ricaricabile, pertanto la stessa decideva di seguire le sue indicazioni.

La vittima, infatti, si recava presso uno sportello automatico delle Poste Italiane dove, attenendosi a tutte le informazioni che riceveva per telefono, inseriva il bancomat e, ad un certo punto, digitava un codice, che successivamente scoprirà essere l’Iban della carta ricaricabile in possesso della truffatrice.

Soltanto la sera si accorgeva di essere stata raggirata e, anziché ricevere i 500 euro quale anticipo dell’affitto, in realtà aveva versato tale importo sulla carta ricaricabile della ragazza.

I mirati approfondimenti investigativi svolti dagli agenti del Commissariato di Gaeta consentivano di stabilire chi, effettivamente, si celava dietro le false generalità dell’autrice della truffa, che si era impossessata, peraltro, del nominativo di una giovane ragazza che era rimasta vittima di furto d’identità, nonché di individuare, con l’ausilio della Polizia Postale di Cremona, il conto corrente di appoggio dove confluivano i soldi oggetto delle truffe, che risulterebbe a disposizione di una banda di truffatori della zona.