unità cure primarie

Consultori nel sud pontino ridotti al lumicino, e monta la protesta.

A lanciare l’allarme per una situazione che definiscono non più sostenibile è il gruppo territoriale Non Una di Meno.

Quella che, infatti, doveva essere una “chiusura temporanea” dell’ambulatorio ginecologico/ostetrico, unico presidio del territorio, presente nell’ex ospedale di Gaeta, è stata prolungata sino ad ottobre.

Sospesa da oggi “momentaneamente” anche l’attività dell’avamposto consultoriale di Minturno che era attivo solo due mattine a settimana.

“Questa notizia – spiegano – arriva come una doccia fredda per le numerose utenti che fanno riferimento al Consultorio ed è dovuta alla ormai endemica mancanza di personale e all’incapacità dei dirigenti Uoc-Asl, a fronte dei pensionamenti, legittime richieste di aspettative e/o malattia, di garantire almeno una “soluzione tampone” per scongiurare l’interruzione del pubblico servizio”.

Il decreto regionale firmato da Zingaretti nel 2014, prevede un Consultorio ogni 20.000 abitanti mentre in tutto il distretto Formia-Gaeta, che abbraccia un vasto territorio composto da oltre 100 mila abitanti, ne è sopravvissuto solamente uno, quello di Gaeta.

Visite ginecologiche solo se prenotate con largo anticipo, assistenza alla gravidanza solo a numero chiuso, totale assenza di programmi di prevenzione e di educazione alla contraccezione per gli adolescenti, nessuna garanzia per le interruzioni di gravidanza e vuoto assoluto di servizi per le soggettività LGTBQIPA+. Inoltre – spiegano – a causa del Covid-19 anche le attività di screening del carcinoma della cervice uterina di primo e secondo livello sono state sospese a data da definirsi. Una situazione diventata insostenibile che costringe le donne a lunghe liste di attesa in ospedale o a trovare soluzioni onerose per garantirsi il diritto alla prevenzione”.

La Regione Lazio, in due anni di tavoli con il Coordinamento delle Assemblee delle Donne dei Consultori del Lazio, si era impegnata pubblicamente con le donne, i lavoratori e le lavoratrici, per sciogliere i nodi denunciati come determinanti l’impoverimento dei Consultori, sempre meno accessibili e funzionali.

Si tratta di problemi strutturali, organici e non emergenziali, legati certamente alla mancanza di personale a causa del blocco del turn over e di concorsi lenti per le neo assunzioni.

Al fine di far sentire la propria voce e chiedere la riapertura e l’utilizzo dei Consultori come strutture di salute pubblica territoriale venerdì 11 settembre alle 16 a Roma, in piazza Olderico da Pordenone, sotto la sede della Regione si terrà un sit-in organizzato dal Coordinamento delle Assemblee delle Donne dei Consultori del Lazio.