Archaeological excavations. The archaeologist in a digger process. Close up hands with knife and brush conducting research on human bones, part of skeleton and skull in the ground. Outdoors, copy space.

di Daniela Pesoli – Gli uomini Neanderthal hanno vissuto a Gaeta e se la cavavano bene anche come subacquei.

Lo rivela uno studio pubblicato su Plos (Public library of science) One coordinato da un gruppo di ricerca internazionale guidato da Paola Villa, archeologa dell’Università del Colorado, con la partecipazione delle Università di Pisa, La Sapienza e Roma Tre.

Secondo gli esiti della ricerca, 90 mila anni fa i Neanderthal vivevano nella Grotta dei Moscerini, a Gaeta, dove sono stati trovati reperti che indicherebbero la loro presenza.

E sarebbe stata definita anche la loro vita sulle rive del mare, dove raccoglievano pietre pomice sulla spiaggia e conchiglie in acqua da modellare come utensili.

“I Neanderthal – ha dichiarato l’archeologa Villa all’agenzia Ansa – non cacciavano solo grandi mammiferi, ma si occupavano anche di pesca e facevano perfino immersioni molto prima dell’arrivo dell’uomo moderno”.

Un’ ipotesi già stata avanzata dopo la scoperta dei resti di diversi Neanderthal che presentavano un’anomala crescita ossea nel canale uditivo nota come orecchio del nuotatore. Altre prove dell’attività di pesca in acque poco profonde erano state trovate nelle grotte di Castelcivita, nel Cilento, così come in Francia, Spagna e nel Caucaso.

Nel caso della Grotta dei Moscerini, però, le scoperte sono state più sorprendenti.

Gli archeologi hanno riconosciuto strumenti fatti di pietra pomice, generata probabilmente dall’attività eruttiva dell’isola di Ischia o dei Campi Flegrei, poi trasportata verso nord dalle correnti marine.