“Furbetti” dei vaccini, risposta dal Ministero delude Calandrini (FdI)

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di Katiuscia Laneri – Il senatore di Fratelli d’Italia, Nicola Calandrini, si dice insoddisfatto della risposta del Ministero in commissione Sanità in merito alla sua interrogazione sui casi dei furbetti dei vaccini.

L’interrogazione fu presentata un paio di mesi fa ai ministri Speranza e Boccia all’indomani di un presunto caso secondo cui alcuni dirigenti sanitari della Asl di Latina con mansioni da ufficio sarebbero stati vaccinati prima del personale medico e infermieristico dell’ospedale impegnato in corsia a contatto con i malati.

Calandrini chiedeva chiarimenti sulle logiche di somministrazione: “Ha ragione chi dice che neppure una dose deve andare sprecata, soprattutto se Pfizer ridurrà i rifornimenti mettendo a rischio le dosi necessarie per i richiami. A maggior ragione è fondamentale che ogni dose vada in primo luogo a chi rischia ogni giorno la propria salute negli ospedali, e ai soggetti più fragili, a partire dagli anziani. Infine, dai ministri mi aspetto interventi volti alla verifica del rispetto di quanto stabilito nel piano nazionale dei vaccini, evitando che siano scavalcati i principi di priorità in esso stabiliti”, scriveva il senatore ritenendo già allora che quanto presumibilmente accaduto a Latina non sarebbe rimasto un episodio isolato.

Infatti, è di appena qualche giorno fa il numero impressionante di “furbetti” in Italia riportato dalla stampa nazionale.

“Dopo oltre due mesi è chiaro che la situazione sia degenerata e che persone non aventi priorità abbiano preso il posto dei fragili”,  fu il commento del senatore, allora ancora in attesa della risposta del governo.

Risposta giunta ieri, ma a quanto pare troppo evasiva per Calandrini che commenta così: “Ringrazio il viceministro Sileri, ma speravo che il Ministero annunciasse l’invio di ispettori almeno per i casi citati nell’interrogazione e che fanno riferimento a Latina, Modena, Bologna e Ragusa. Invece apprendo che essendo la somministrazione dei vaccini di competenza delle Regioni, il Ministero non può procedere in tal senso. Al contrario, sarebbe opportuno per dare un segnale che, oltre ai controlli eseguiti dalle forze dell’ordine, il ministero invii i suoi ispettori presso le Regioni ed eventualmente presso le ASL per verificare il rispetto del piano vaccinale. Prendo atto che dal momento del deposito della mia interrogazione ad oggi sono trascorsi mesi e nel frattempo è stata implementata una nuova strategia vaccinale che procede per età e non più per categorie, procedura che nei piani del Ministero della Sanità dovrà evitare soprusi”.

Il senatore, nella nota, conclude: “Come Fratelli d’Italia chiediamo che il ministero si adoperi per una maggiore vigilanza presso le Regioni e le ASL, affinché si evitino ulteriori casi di furbetti che finiscono per penalizzare le persone più fragili per età e condizioni di salute e che per primi hanno diritto al vaccino anti-Covid”.