Ritorno a casa per Sergio Pirozzi.

L’ex sindaco di Amatrice, oggi consigliere regionale del Lazio, ha scelto di aderire, di nuovon al partito guidato Giorgia Meloni.

La rottura c’era stata nel 2018 a ridosso delle elezioni per il rinnovo del consiglio regionale.

Il centrodestra era alla ricerca di un candidato unitario.

Dopo lunghe discussioni, a poco più di un mese dal voto, si arrivò ad optare per Stefano Parisi.

Intanto Pirozzi, dopo tentativi di riconciliazione e di mediazione non andati a buon fine, decise di candidarsi, con il sostegno dell’allora vice presidente del consiglio regionale, Francesco Storace, a presidente con una propria lista che aveva quale simbolo proprio lo scarpone.

La sua corsa solitaria impedì al centrodestra di scalzare Nicola Zingaretti dalla poltrona più alta del Lazio consegnandoli un record unico della storia di questa regione che sta nel secondo mandato consecutivo.

“Io stavo con Fratelli d’Italia, poi qualche stupidaggine l’ho fatta. Ma mi sono rivisto con Giorgia e abbiamo deciso che era giusto continuare la nostra storia. Solo le persone intelligenti – spiega Pirozzi – sanno cambiare idea e tornare indietro sui propri passi. Io ho fatto degli sbagli e chiedo scusa a Giorgia. Li abbiamo fatti insieme, ma io molti di piu’ perche’ sono un capoccione”.

La lista civica di Pirozzi alle regionali aveva incassato il 5%, 153 mila voti.

“Il gruppo che si e’ creato con me adesso – continua Pirozzi – passa tutto quanto in Fratelli d’Italia. Sono sempre stato un uomo di destra”.

Numeri che faranno comodo a Fratelli d’Italia quando siederà sul tavolo delle trattative con gli altri partiti che decideranno di far parte del centrodestra.

Oggi la presidenza della Regione sarebbe rivendicata dalla Lega che non potrà prescindere, se vuole ottenere una vittoria schiacciante ed avitare nuove anatre zoppe, creare con gli alleati un accordo di ferro fatto di programmi ma anche di ruoli.