Giorgia Meloni e Matteo Salvini
Giorgia Meloni e Matteo Salvini

Metodico, strategico, determinato, inarrestabile.

Questi, in sintesi, gli elementi che stanno caratterizzando l’avanzata di Fratelli d’Italia in provincia di Latina e non solo.

Il numero di adesioni al partito non si argina in una escalation che va da Aprilia a Castelforte.

La media è di sei o sette, tra consiglieri comunali, sindaci e simpatizzanti a settimana.

Solo oggi, è stato il vice sindaco di Santi Cosma e Damiano, Petruccelli ad ufficializzare la scelta di entrare a far parte del partito guidato da Giorgia Meloni.

Una schiera di “soldati” pronti a marciare su Latina all’insegna dei valori della destra ma con un occhio sempre attento anche ai meno estremisti.

Mentre Forza Italia sta cercando di riorganizzarsi sul territorio lo scontro aperto, che vedrà il primo banco di prova alle elezioni provinciali del 31 marzo, è proprio tra Fratelli d’Italia e la Lega di Salvini.

La pressione esercitata dai competitori per i salviniani si fa sempre più evidente.

Tanto che i leghisti stanno tentando la carta dell’appello appassionato agli ex An pur di recuperare terreno.

Ma la strategia della Meloni, forse meno eclatante ed urlata, sta segnando in modo decisivo il passo della politica.

Come in un Tetris dove la matematica, e i consensi, la fanno da padrone la Meloni ha incassato prima la sua elezione nel collegio di Latina, poi ha infilato, complice la vittoria alle regionali in Abruzzo di Marsilio, Calandrini in Senato e domani è pronta a vedere il successo di Nicola Procaccini, attuale sindaco di Terracina alle Europee di maggio.

Nel mezzo l’entrata di Enrico Tiero, oggi vice coordinatore del partito nel Lazio, e tutto il gruppo di Cuori italiani a Latina.

E domani?

Si punta a conquistare il capoluogo consci che il centrodestra unito è importante ma che sul tavolo delle trattative a pesare sono i numeri e i consensi che si costruiscono giorno per giorno.

Perché se parlare alla pancia delle persone funziona.

Se convogliare il dissenso e la rabbia, in momenti storici come questi, è facile.

Consolidare e vincere è tutta un’altra partita.

Oggi le percentuali danno fortissima la Lega. Ieri davano invincibile i 5 Stelle. Un paio di anni fa blindavano ai vertici Renzi e il Pd dei rottamatori.

Percentuali che, come l’umore dei cittadini, sono labili come dimostrano i risultati in Abruzzo.

Il termometro politico sale e scende.

La Meloni incalza, senza ansie, e passo dopo passo guarda a raggiungere la meta.