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Il sindaco Damiano Coletta, in fondo Roberto Lessio

Si è svolta ieri la prima seduta, poi rinviata, della conferenza di servizi, indetta dal Comune di Latina, in merito al progetto di riqualificazione, ristrutturazione, cambio di destinazione d’uso e ampliamento del mercato ortofrutticolo (MoL) di via Monti Lepini, in variante al vigente piano regolatore generale di Latina.

Un progetto importante che avrà ricadute importanti sotto il profilo dello sviluppo economico, occupazionale della città e della provincia.

Ma sulla vicenda a sollevare qualche dubbio relativo alle procedure, sono il portavoce di Fratelli d’Italia, Gianluca Di Cocco ed i consiglieri comunali Nicola Calandrini, Matilde Celentano, Raimondo Tiero ed Andrea Marchiella.

“Pur condividendo e dando atto che, tramite avviso pubblico, alla conferenza poteva intervenire qualunque soggetto portatore d’interessi pubblici e privati, si ritiene grave che – spiegano all’unisono – la maggioranza promuova incontri su questa tematica, e non vada da subito a coinvolgere “trasversalmente” chi rappresenta la città e i cittadini in seno all’amministrazione comunale, vale a dire il consiglio comunale”.

Elemento, quello del mancato coinvolgimento, che stona a enon poco con le dichiarazini, ma solo di intenti, che il sindaco Coletta ha diramato in campagna elettorale sul ruolo chiave che, proprio il consiglio comunale, avrebbe ricoperto nella gestione amministrativa e nelle scelte chiave per il futuro della città.

“Dopo mesi in cui non c’è stato alcun provvedimento incisivo sul piano del rilancio del territorio e dello stesso commercio e dopo una serie di appelli che avevamo lanciato su temi da affrontare in maniera trasversale e su cui volevamo dare il massimo contributo costruttivo, per individuare anche un modello di sviluppo futuro della città su cui lavorare, per dare nuova linfa al commercio, all’artigianato, allo stesso piano del commercio, con rammarico veniamo a conoscenza che – spiegano – tale appello è stato per l’ennesima volta disatteso”.

Quello che manca, con evidenza, è una visione della città, del suo sviluppo sotto il profilo economico e commerciale.

“Le recenti vicende del centro commerciale Globo, ancora oggi senza soluzione, le annose e consequenziali polemiche sulle vicende che vedono protagoniste il centro commerciale in Q3 e quello all’ex meccanografico, dimostrano chiaramente che – sottolineano – senza una pianificazione commerciale complessiva, e senza condivisione, con molta facilità si può incorrere a situazioni che rischiano di fare arrestare un iter burocratico”.

I progetti restano in sospeso, le strutture diventano, come nel caso dell’ex mercato annonario il simbolo dell’inconsistenza dell’azione amministrativa.

“Potrebbe essere auspicabile, se vogliamo tornare a pensare come capoluogo di provincia e quindi come città importante del Lazio, che al latere del progetto del MoL, che chiederemo di portare in commissione, si possa affiancare – concludono – anche quello di riqualificazione del menzionato immobile per ridare dignità e visione futura allo stesso ex mercato annonario”.