Notti di Cicerone Formia
L'attore Giulio Scarpati

Che sia stato uno dei maggiori protagonisti della cultura latina e che con le proprie opere abbia contribuito a modellare la civiltà occidentale, non vi sono dubbi.

Lo ha ben compreso Formia, che in questi giorni sta celebrando Marco Tullio Cicerone con cinque serate a lui dedicate.

Il giudizio sulla sua figura, spesso controverso, si è protratto dopo la morte.

A rivendicare la paternità assieme al comune del basso Lazio, anche un’area della Ciociaria. Una diatriba, alimentata da numerose polemiche, che è terminata lo scorso dicembre.

Durante il periodo natalizio, il sindaco Paola Villa ha voluto rivitalizzare il legame con il primo cittadino di Arpino, Renato Rea, attraverso uno scambio di idee e di interesse.

Giovedì sera questa reciprocità è stata rafforzata da un ulteriore gesto: la presentazione di una targa con scritto “Marco Tullio Cicerone – città di Formia e città di Arpino”, indicante rispettivamente l’anno di nascita e di scomparsa del celebre oratore romano.

E’ stato inaugurato così un nuovo tempo, lontano dagli inutili “botta e risposta” sui social e propenso alla creazione di iniziative in cui venga attivato costantemente il pensiero. Quello stesso pensiero che ha reso Cicerone uno straordinario divulgatore, alla ricerca di una via d’uscita dall’imbuto nel quale la repubblica aristocratica precipitò.

Nella seconda notte in suo onore, inoltre, l’attore Giulio Scarpati ha dato anima e voce a Publio Elio Traiano Adriano, leggendo le memorie scritte da Marguerite Yourcenar.

Accompagnato dalla musica del maestro Marco Schiavoni e da alcune immagini storiche, gli spettatori hanno potuto conoscere le confessioni dell’imperatore al successore e nipote adottivo, il 17enne Marco Aurelio.

Un bilancio tutt’ora moderno che affronta diverse tematiche, dagli amori carnali alle infatuazioni platoniche, dalle guerre alle congiure, dalla filosofia alla passione per la lingua greca, dallo studio degli astri ai monumenti costruiti a Roma, al concetto di bellezza, fino poi al decadimento fisico e psicologico.

Parole di un excursus personale che hanno acquisito forza, proprio grazie al luogo in cui sono state recitate, la tomba di Cicerone.

Nel romanzo della scrittrice francese, non è un caso se prima di raggiungere l’aldilà, Adriano invita ad avere pazienza.

“E’ l’atteggiamento più consono per ottenere i propri frutti. Da uomo paziente si soffre meno e la vita torna ad essere quasi dolce”.