Formia Film Festival: intervista a Luigi Fedele, protagonista di “Quanto Basta”

Vent’anni appena compiuti e già tanta determinazione da vendere. È Luigi Fedele, il giovane astro nascente del cinema contemporaneo, ospite della prima serata del Formia Film Festival 2018. Una personalità grintosa, capace di indossare ruoli sempre diversi con grande passione e convinzione. Dagli esordi nel 2010 con il film “La Pecora Nera” di Ascanio Celestini, fino alla commedia “Piuma” del 2016 di Roan Johnson. O ancora nella serie tv “A fari spenti della notte”, diretta da Anna Negri. Ma è soprattutto nei panni di Guido in “Quanto Basta” che Luigi Fedele ha mostrato la sua eccezionale dote interpretativa. Nel film di Francesco Falaschi è riuscito a trasmettere al pubblico il coraggio, l’intelligenza e la leggerezza di un ragazzo affetto dalla sindrome di Asperger. Luigi Fedele è dunque un’artista in divenire anche come regista. Al Formia Film Festival 2018 è in concorso con il cortometraggio italiano “A volte Dio”.

Come mai hai scelto di cimentarti nell’insolita veste di regista?

Ho cominciato recitando, però ho sempre coltivato la passione per la scrittura e la cinepresa. In generale tutta la macchina del cinema mi affascina molto fin da quando sono piccolo. Quindi per la prima volta ho deciso di mettermi dall’altra parte del set, cercando di dare vita a un’idea che avevo da tempo. Per questa occasione mi sono solo limitato a dirigere altri attori, divertendomi anche molto. C’è da precisare che la mia più grande aspirazione resta quella di continuare il percorso di attore, anche se la cosa non esclude inevitabilmente l’altra.

Da dove hai tratto ispirazione per il corto “A volte Dio”?

E’ un corto abbastanza particolare. I personaggi hanno delle mancanze, dei limiti e sono in un certo senso dei reietti, degli allontanati dalla società. La mia domanda è stata quella di individuare il bisogno che sentono di trovare qualcosa al di fuori di loro. Che sia Dio o altro. Sicuramente non è un corto che tratta l’esistenza di Dio, ma indaga di più il sentimento della nostalgia nell’accezione positiva: cercare ciò che ti manca o che ti è sempre mancato.

Che emozione provi a partecipare come finalista al Formia Film Festival, avendo origini in questa città?

Un emozione fortissima, perché è una città a cui sono molto legato. I miei nonni e i miei genitori sono entrambi di Formia. Ho trascorso tantissimo tempo qui e quando posso ritorno volentieri. Mi sento sempre a casa. Se dovessi vincere nella sezione cortometraggi italiani dedicherei a loro la vittoria.

Ci sono già in cantiere altri impegni lavorativi?

Per ora sto preparando uno spettacolo che porteremo al Festival dei Due Mondi di Spoleto, una manifestazione internazionale di teatro e musica. Dovrò inoltre finire il terzo anno di studi all’Accademia D’Arte Drammatica Silvio D’Amico a Roma. Per il resto sto seguendo la distribuzione nelle sale cinematografiche del film “Quanto Basta”.

Francesca De Meo
Francesca De Meo
Laureata in Letteratura, scrittura, editoria all'Università degli Studi di Roma La Sapienza, ha fin da piccola coltivato il sogno di fare del giornalismo una professione seria e attenta alle dinamiche della società.

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