emergenza freddo Formia

“Trovare una soluzione, non sporadica, ma concreta ed effettiva, che punti a un lavoro simbiotico tra enti e soggetti”. Il comune di Formia fa chiarezza e risponde così alle polemiche sollevate in particolar modo dal capogruppo del Pd, Claudio Marciano, sull’emergenza freddo.

Bocciata l’interrogazione presentata, assieme al consigliere Erasmo Picano, riguardo l’insediamento di una tecnostruttura per i senzatetto presso il Molo Vespucci, l’amministrazione Villa è pronta ad offrire un’accoglienza duratura.

Per questo è stato istituito recentemente un tavolo di approfondimento, al fine di affrontare la questione all’interno del distretto socio-sanitario e in presenza della Caritas, del parroco Don Mariano e della Croce Rossa Italiana. Il Comune ha condiviso un progetto che ha come obiettivo quello di dare non solo una semplice sistemazione ai clochard, ma anche di poterli accogliere in strutture che garantiscano un minimo di dignità e servizi.

Come ad esempio nei locali del Gruppo umano di solidarietà, situati nell’area ex Enaoli, o del “Villaggio Don Bosco”. Tali ambienti verranno messi a disposizione da Don Mariano e visionati dalla Cri. Potrebbero ospitare fino 15 senza fissa dimora, divisi per sesso.

Inoltre, diventerebbe necessario a livello comprensoriale, coinvolgere anche le parrocchie delle città limitrofe.

“Formia – ha affermato l’assessore ai servizi sociali, Giovanni D’Angiò – non si è mai tirata indietro e ha accettato di buon grado il mandato esplorativo affidatogli dal distretto. Tutto ora è nelle mani del Comune capofila che speriamo in breve tempo si attivi per confermare quanto già messo in campo.”

Ma, nonostante ciò continua la denuncia del Pd sull’operato del governo civico.

“Perché in sede di assestamento di bilancio sono stati eliminati 40mila euro di stanziamenti per il contrasto alla povertà – ha ribadito Claudio Marciano sui social -Con la metà di quelle risorse si poteva allestire il servizio di assistenza ai senzatetto anche senza il consenso del distretto. Ancora non capisco l’incompatibilità della tensostruttura della Croce Rossa con la Caritas, quando negli anni scorsi i due servizi si sommavano perfettamente. Il punto infatti è solo uno: la rete tra le associazioni di cui parla il Comune è uno sviluppo che richiederà tempo per dare i suoi frutti. Si tratta quindi di una risposta completamente inadeguata”.

“Il pastrocchio di utilizzare i locali dell’Ex Enaoli come struttura provvisoria – ha concluso il consigliere d’opposizione – è la ciliegina sulla torta dell’improvvisazione: si crea promiscuità tra i servizi sociali. Si chiede alla Croce Rossa un improbabile servizio taxi per i clochard, quando è risaputa l’ostilità di questi ultimi ad essere smistati in luoghi periferici. Tutto questo perchè per il 2019 la tensostruttura non deve essere installata”.