Simone Godano Croce e Delizia
Il regista Simone Godano

L’amore non ha sesso, non ha età, non conosce limiti di tempo e spazio, non ha argini, né categorie. È un sentimento universale dinanzi al quale bisognerebbe commuoversi, non scandalizzarsi. Essere fieri, non vergognarsi.

Lo sa bene Simone Godano che torna dietro la macchina da presa per dirigere il suo prossimo film, “Croce e delizia”. Una commedia che già dal titolo invita lo spettatore a immedesimarsi in ciò che è da sempre fonte di piacere e di sofferenza. E non è forse un caso se il racconto di questa realtà sia affidato a un veterano del cinema di genere.

La carriera di Simone Godano inizia, infatti, nel 2003, quando insieme al fratello Leonardo, realizza il cortometraggio” Il due novembre” con Silvio Muccino e Martina Stella. Entra a far parte del gruppo di giovani registi lanciati dalla Filmmaster sotto il nome di “06”, realizzando vari spot pubblicitari. Nel 2010 il suo cortometraggio “Niente orchidee” con Beppe Fiorello e Valeria Solarino viene presentato fuori concorso al Festival di Venezia. Nel frattempo inizia a lavorare in tv, curando la regia di vari programmi. Nel 2017 esordisce nella regia dei lungometraggi con “Moglie e Marito”.

Nuovamente sul set per un secondo film, questa volta con una tematica sociale?

Sì, affrontiamo il tema della famiglia, ma soprattutto l’amore tra due uomini adulti. Non quello omossessuale però. Raccontiamo l’amore in una visione più ampia e più profonda, perché all’interno vi è anche la storia di una figlia che non riconosce il padre e trova nell’altro padre il papà che non ha mai avuto. Superiamo il classico schema del rapporto tra uomo e donna, usando due famiglie completamente opposte. I primi sono dei pescivendoli del litoraneo romano, persone semplici, unite e ironiche. Gli altri, invece, sono aristocratici, nobili, riservati, proprietari di una villa a picco sul mare. L’incontro tra queste famiglie farà vedere il diverso, che è molto meglio di ciò che si immagina.

Com’è stato lavorare con Alessandro Gassman e con Fabrizio Bentivoglio?

Ci siamo trovati molto, fin dai primi giorni di chiacchiere e preparazione. Abbiamo avuto un rapporto davvero positivo sul set. Ci siamo divertiti.

Perché ha scelto di ambientare Croce e Delizia a Gaeta e a Formia?

Volevo un qualcosa di diverso dalle isole Eolie o da Capri. Così ho optato per Sant’Agostino a Gaeta, che è la località dove passano le vacanze la famiglia di intellettuali. Lì abbiamo girato per venti giorni. Oggi siamo a Formia in una pescheria a Largo Domenico Paone, attività principale della famiglia umile.

Quando uscirà il film nelle sale cinematografiche?

Uscirà tra tre mesi, il 28 febbraio 2019.