barriere architettoniche Formia

di Daniela Pesoli – Sarà un progetto pilota e nel tempo dovrà estendersi a tutto il territorio comunale.

E’ stato presentato così il piano di eliminazione delle barriere architettoniche del Comune di Formia, illustrato ieri nella sala Ribaud in un incontro pubblico con la partecipazione di cittadini, associazioni, rappresentanti della consulta sulla disabilità e forze politiche.

Si tratta di interventi finanziati dalla legge Fraccaro.

Sono state individuate innanzitutto le criticità nel perimetro delimitato dal piano e le proposte progettuali per superarle, in particolare nella viabilità e negli spazi urbani di via Orazio, via XX Settembre e nel tratto di collegamento dalla villa comunale alla linea di costa.

Nel dibattito che ha seguito la presentazione tecnica del piano, associazioni e cittadini sono stati invitati a far pervenire suggerimenti e spunti di riflessione, oltre a quelli già raccolti che riguardano strisce pedonali sensoriali, sostituzione progressiva dei semafori con analoghi a sensibilità sonora, presenza di giochi inclusivi per bambini nei parchi.

“La nostra – ha detto l’assessore all’urbanistica Paolo Mazza – deve diventare una città, per citare chi autorevolmente si occupa di barriere architettoniche, che non sia per portatori di handicap, ma per portatori di diritti”.

Ed ha assicurato che il Comune si farà carico anche delle barriere architettoniche che si trovano fuori dal perimetro, man mano che le risorse necessarie verranno reperite e inserite in un capitolato del bilancio mirato che si intende approntare.

L’assessore ai lavori pubblici Pasquale Forte ha informato anche circa le ultime richieste di finanziamento, da conseguire con il tramite della contrazione di apposito mutuo dell’importo di 400 mila euro e da destinare alla realizzazione di nuovi marciapiedi e quindi all’abbattimento delle relative barriere architettoniche.

Il presidente della commissione dei servizi sociali Rossana Berna ha sottolineato che l’incontro fa parte di un percorso partecipativo già avviato dall’amministrazione con la consulta della disabilità, a conferma dell’importanza che la tematica incontra tra gli amministratori.