di Redazione – Sono commercianti, operatori nel settore del turismo, pensionati, liberi professionisti e anche casalinghe, in tutto 1.300 persone che hanno firmato un appello contro la Tares, la nuova tassa comunale su rifiuti e servizi. Una petizione con la quale la chiedono che il Comune non sia “sordo a grido di dolore di chi ha a cuore il futuro della città e scommette ogni giorno investendo su Formia e generando sviluppo economico e occupazione”.
La Tares, infatti, è l’ennesima tassa che va a gravare sui cittadini e sui commercianti e potrebbe essere la goccia che fa traboccare il vaso per molte attività che potrebbero essere presto costrette a chiudere in un Paese, come l’Italia, dove la tassazione ha superato di gran lunga il 50%.
Per questi motivi ASCOM-Confcommercio di Formia, l’ARAF-Formia da Gustare, il SIB Confcommercio di Formia ed il Centro Commerciale Naturale “Le due Torri”, hanno chiesto a sindaco e al presidente del consiglio comunale di convocare una riunione straordinaria con all’ordine del giorno i contenuti della petizione.





