Formia, Casalini incanta gli studenti del Filangieri con la sua “Rifondata sulla bellezza”

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Emilio Casalini

Ha incantato proprio tutti. Studenti, insegnanti e dirigenti scolastici. L’incontro di ieri mattina con Emilio Casalini è stato per Formia molto più che un momento di riflessione. Uno sguardo verso il futuro lanciato dall’ Istituto Tecnico Gaetano Filangieri, grazie a un progetto di promozione del territorio. Perché è necessario diffondere quella consapevolezza che Formia, ma anche Gaeta, Minturno e l’intera Italia possiedano tesori inestimabili da valorizzare. A farsene portavoce lo stesso Casalini. Giornalista, fotoreporter, ex inviato di vari programmi RAI tra cui Report, fa del racconto il suo mestiere. Dal 2016 è autore del libro “Rifondata sulla bellezza”, uscito prima come e-book e poi curato dalla casa editrice Spino Editore.

La revisione del titolo nella seconda pubblicazione del suo libro deriva dall’ incapacità in Italia di sfruttare le proprie risorse?

Il paradosso è che il mondo del turismo cresce nonostante noi. Tutte le nostre potenzialità le stiamo usando molto male. Ci sono però dei segnali positivi: si sta cominciando a dare valore ai borghi o ai musei, dove i direttori hanno più spazi di creatività. Ma c’è ancora un’immensità di cose da fare, un territorio tutto da scoprire attraverso un processo di rifondazione strutturale. Ciò comporta delle scelte a livello politico e di società. Tanto più costruisci una coscienza sociale, tanto più influenzi la politica e viceversa.

E’ possibile cambiare quella mentalità italiana che considera spesso il viaggiatore come persona da imbrogliare?

C’è un bellissimo esempio di pochi giorni fa su alcuni turisti “fregati” a Venezia per dei pasti costosissimi. Il sindaco a questa lamentala ha risposto che la colpa era dei visitatori perchè poveri economicamente. Ecco, finché abbiamo delle amministrazioni politiche che non comprendono quanto è sacro il turista non come portafoglio ma come persona, le cose non cambieranno. Solo se ci sarà rispetto dell’altro, non buttando ad esempio le sigarette o l’immondizia per strada, potremmo vivere in un’ambiente migliore per noi e per gli stranieri. La bellezza crea salute.

Quanto incide il malfunzionamento dei trasporti pubblici sull’ immagine e sullo sviluppo economico di una città turistica?

Totalmente. Se non c’è collegamento con il resto del territorio non funziona il collegamento per un viaggiatore. Abbiamo quindi bisogno di un sistema di trasporto moderno, integrato e tecnologico. La creazione di alcune app potrebbe far funzionare bene i flussi turistici. Sui siti on line di molte città italiane troviamo ancora l’elenco degli autobus con 30 pagine, quando invece potremmo usufruire più velocemente di google maps. E’ un livello di stupidità palese che si può cambiare solo capendo l’interesse della collettività.

E’ per questo che si deve investire sui nuovi nativi digitali e sulla loro trasmissione di una conoscenza culturale del territorio?

Il turismo materiale di un artigianato classico nel momento in cui viene raccontato su internet, attraverso i social, diventa esperienza. Si mescola così la conoscenza digitale di un ragazzo di 14 anni con la tradizione di un anziano di 80 anni. Le tecnologie oggi sono invenzione e creatività, perché non si tratta solo di informatica. Ma  di applicazioni dell’intelligenza artificiale per migliorare la nostra vita.

Che tipo di rapporto instaurare tra un lavoro che sembra scomparso e le scuole?

Creando progetti moderni in cui i ragazzi abbiano contatto diretto con la realtà. I vecchi saperi dell’attività manifatturiera necessitano di narrazione, di emozioni, di empatia. In questo modo è contento sia chi vive il turismo e sia chi lo offre. Non è più una dinamica tra grandi, vecchi, anziani e artigianato come lavoro sfigato, ma è dentro un circuito interconnesso di cui tutti hanno bisogno. Ogni piccola tradizione va raccontata, per permettere al forestiero di rimanerne affascinato e di ritornare a visitare quel luogo, quella città d’Italia.

Da visitatore quali soluzioni propone per rifondare Formia sulla bellezza?

Innanzitutto dando ai ragazzi le chiavi della conoscenza e del racconto, perché se li stimoliamo sulla curiosità possono restituirci strumenti utili per il turismo. E poi migliorando ad esempio l’accoglienza nella stazione di Formia-Gaeta, che si presenta sterile e squallida. Il percorso che da piazza IV novembre conduce al porto andrebbe riempito di narrazione. Non solo di Formia, ma di Gaeta e di tutto il territorio circostante. E per riuscirci si deve concordare un progetto comune, che vada al di là della concorrenza e che punti invece alle potenzialità di ogni singolo città. Il problema è purtroppo ancora da risolvere. C’è da lavorare sulla nostra identità, sul senso di appartenenza a una nazione dai mille volti.

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