chiarimenti Inps Paola Villa
Paola Villa

Sei mesi di mandato che portano con sé la consapevolezza che guidare la città di Formia è una sfida davvero impegnativa. Il sindaco Paola Villa non si nasconde e fa un primo bilancio dell’operato della sua maggioranza dal 24 giugno ad oggi.

Fin dal suo insediamento ha trovato una macchina comunale in gravi difficoltà economiche. Come sta uscendo dai debiti fuori bilancio?

In realtà sono stati già affrontati 26 debiti fuori bilancio per un ammontare di circa 900 mila euro. In più bisogna aggiungere le spese extra e arrivare a 1 milione e 600 mila euro. Siamo andati a pescare tutte le risorse che fortunatamente erano rimaste come residui e ci siamo limitati negli investimenti. Abbiamo ottimizzato quello che si stava facendo.

La futura gestione privata della sosta a pagamento avrebbe provocato delle divergenze in seno alla maggioranza. Cosa risponde a chi ha visto in ciò incompetenza nell’amministrare?

E’ stato il punto di maggiore competenza, perché quando ho avuto tra le mani il piano economico-finanziario della Formia Rifiuti Zero sulla gestione della sosta l’ho condiviso con la maggioranza. Una parte era d’accordo all’esternalizzazione, un’altra no. Hanno voluto semplicemente speculare sul voto del consigliere Antonio Capraro. I miei rapporti con lui sono quasi privilegiati, essendo stato eletto presidente della Commissione Ambiente. Rapporti continuativi dettati anche dal fatto che ho riservato a me stessa l’Assessorato all’Ambiente. Non c’è nessuno che comanda, ognuno ragiona con la sua testa. Per alcuni temi siamo più compatti, per altri ci si confronta.

Allo stesso modo è stata considerata scellerata la messa all’asta del multipiano Aldo Moro?

Il multipiano non è di proprietà del Comune, lo diventerà nel 2050. E’ stato oggetto di un’asta fallimentare che ha coinvolto una società mista dove il 51% era di capitale pubblico. Per parteciparvi dovevamo avere una disponibilità di oltre 2 milioni di euro per poi andare incontro a un indebitamento. Abbiamo fatto una scelta molto razionale, evitando anche un danno erariale.

Quale sarà l’uso del sito ripulito ex Enaoli?

E’ in corso una trattativa con la Regione che andrà in porto nel 2019. Ci batteremo affinchè rimanga del Comune. Lì infatti ci sono associazioni definite “fiore all’occhiello” di questa amministrazione come la Protezione civile.

Dopo il pontile Petroli Eni, altre problematiche urgenti da inserire in una visione comprensoriale? Ad esempio la costruzione dell’Ospedale del Golfo?

Il trasporto pubblico integrato. Sull’Ospedale del Golfo mancano ad oggi atti concreti. I fondi ci sono ma non stati direttamente erogati. Resta ancora una chimera ed è da valutare. Sarebbe però una grande risposta a questo territorio. Nel frattempo ci dedichiamo a migliorare i servizi offerti nel “Dono Svizzero”.

A sei mesi di mandato, le tre cose che la sua giunta ha realizzato di cui ne va fiera?

La messa a norma del centro di raccolta rifiuti ex Enaoli, il regolamento sulla videosorveglianza (che potrebbe essere d’aiuto per la prevenzione incendi), il rifacimento della rete idrica. Formia è il primo Comune che sta avendo i 3 km di rete per i fondi stanziati per l’emergenza idrica.

C’è invece una decisione che se tornasse indietro non prenderebbe o che modificherebbe?

Sicuramente la divulgazione del lavoro amministrativo in maniera più ampia. Le persone vogliono sapere persino le piccole cose. Migliorare la comunicazione sarà uno degli obiettivi del 2019.

Cosa manca ancora Formia per essere una “città normale”?

Un’illuminazione adeguata, una manutenzione delle strade, un’accoglienza diversa degli uffici comunali. Tanto stiamo facendo e tanto c’è da fare.