domenica 19 Settembre 2021
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Formia, 10 infermieri del reparto di cardiologia del Dono Svizzero contagiati dal Covid 19. “Grazie Casati”

Continua, purtroppo, in modo esponenziale, ad aumentare il numero di medici, infermieri e di personale sanitario impiegato nelle strutture ospedaliere della provincia di Latina, contagiati dal Covid 19.

Una situazione che aggiunge emergenza all’emergenza considerato che quando il virus entra nelle strutture ospedaliere viene meno l’unico presidio di assistenza per quei pazienti che necessitano di cure e ricovero non solo per far fronte alle complicanze legate al Coronavirus.

Ultima, ma solo in ordine di tempo, la notizia del contagio di 10 infermieri del reparto di Cardiologia dell’ospedale Dono Svizzero di Formia risultati positivi al Covid.

“Voglio ringraziare personalmente il direttore Casati – spiega il capogruppo di Forza Italia e presidente della commissione regionale sanità, Giuseppe Simeone – per la brillante idea avuta di comprendere il Dono Svizzero di Formia nella rete degli ospedali Covid. Apprendiamo con dispiacere e grande inquietudine che ben  Solamente grazie al senso di responsabilità degli operatori sanitari il reparto rimane aperto. Questa è l’ennesima prova del fallimento della gestione Casati e l’unica vera consolazione è che il suo contratto scadrà fra un mese”.

Reparti in sofferenza e operatori sanitari contagiati, con conseguenze negative inevitabili anche per l’attività ordinaria sono la cornice di una situazione non più sostenibile.

“In due interrogazioni avevamo segnalato l’evidente assenza di percorsi protetti e dedicati, distinti e separati dai percorsi puliti. Gli stessi utenti hanno denunciato la promiscuità tra pazienti Covid e no Covid. Non era prevedibile che tutto ciò accadesse? I repentini cambi di linea del direttore generale dell’Asl hanno prodotto il caos nel secondo ospedale della provincia di Latina. Il manager solo a maggio aveva considerato il nosocomio di Formia non idoneo ad essere inserito nella rete degli ospedali Covid”.

Appena sei mesi dopo, senza che venissero apportati gli opportuni adeguamenti sulla struttura, necessari a poter ospitare i malati affetti dal virus, il Dono Svizzero è stato classificato come Covid Hospital con sei posti letto.

“Da alcune settimane si registra un aumento dei contagi soprattutto nel personale sanitario e ciò nonostante nulla si sta facendo per impedire o arrestare questo trend.
Quanto sta avvenendo nel silenzio più assoluto è irrispettoso della dignità dei malati, dei loro familiari come pure dei medici, degli infermieri e di tutti gli operatori sanitari che lavorano nell’ospedale. La scelta del dottor Casati si è rivelata – conclude Simeone – un pessimo regalo di Natale per la comunità di Formia. Ci auguriamo davvero che sia l’ultimo”.

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