lunedì 24 Giugno 2024
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Fondi, ospedale San Giovanni di Dio ormai al collasso

di Redazione – Situazione molto grave all’ospedale San Giovanni di Dio di Fondi, la cui operatività desta ormai estrema preoccupazione a causa della mancanza di personale, che rende impossibile la fornitura dei dovuti servizi. Le ultime novità segnalano il mancato arrivo di tre medici e la partenza di un chirurgo, a rendere ancor più precaria la funzionalità del reparto.

Disperate le parole di Lucio De Santis, coordinatore del comitato pro ospedale: “Chirurgia è ormai al collasso, ostetricia anche”. E prosegue: “Che l’ospedale non chiude è cosa certa, ma questo può non voler dire nulla, se per mancanza di personale i servizi si fermano, ed è quello che sta accadendo”.

“Chirurgia – continua De Santis -, per quanto abbiamo potuto accertare, lavora praticamente un giorno a settimana. Per le analisi si devono aspettare quattro o cinque ore, perché devono andare a Terracina. Per noi il limite, a questo punto, è stato superato. Ci stiamo muovendo con grande civiltà e cercando il confronto con tutti gli attori interessati, ma non siamo più disposti ad aspettare e siamo pronti ad azioni eclatanti”.

Al coro di voci allarmate si aggiunge quella del sindaco della cittadina pontina, Salvatore De Meo: “Purtroppo – afferma – nonostante le numerose richieste d’incontro formulate al Commissario ad acta della Sanità regionale, Nicola Zingaretti, al fine di un’analisi congiunta di problematiche che si trascinano da troppi mesi, ad oggi non è stato calendarizzato alcun appuntamento, ne tantomeno è stata trasmessa da parte della Regione Lazio una comunicazione istituzionale. Nel contempo la situazione complessiva del Presidio Centro e del nosocomio di Fondi è ulteriormente peggiorata, anche a causa della mancata sostituzione di personale medico trasferito presso altri ospedali della provincia, e si prefigura altresì l’accorpamento dei servizi della rete perinatale Fondi – Formia”.

Davvero una situazione che reclama risposte in tempi brevi, senza ulteriori rinvii. A maggior ragione dopo la fiaccolata del 12 febbraio, che ha visto la partecipazione di oltre 2000 persone, rendendo evidente la frustrazione dei cittadini.

 

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