36 persone denunciate e un’indagine che ha portato alla luce nuovi sviluppi di quella denominata “Certificato pazzo” che aveva scoperto un sistema di certificati medici falsi firmati tutti dallo stesso medico di Fondi.

Le ipotesi di reato sono frode processuale, false dichiarazioni o attestazioni in atti destinati all’autorità giudiziaria o alla Corte penale internazionale, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiali in atti pubblici, uso di atto falso ed errore determinato dall’altrui inganno.

A dicembre 2019 i carabinieri del nucleo antisofisticazione, coordinati dal comandante Felice Egidio, avevano arrestato 11 persone e 70 denunciate perché che si erano avvalse dei servizi del dottor Antonio Francesco Maria Quadrino.

Le ulteriori indagini, richieste e coordinate dalla Procura della Repubblica nelle persone del procuratore aggiunto Carlo Lasperanza e del sostituto procuratore Giuseppe Miliano, sono convogliate nel filone d’inchiesta “Certificato pazzo 2”.

Accertate le posizioni delle persone che hanno illecitamente utilizzato certificazioni psichiatriche rilasciate dal dirigente medico psichiatra in servizio presso il Csm dell’Asl di Fondi.

L’utilizzo delle certificazioni da parte dei soggetti individuati, ove anch’esse oggetto di falsificazione erano idonee a trarre in inganno le autorità, al fine di ottenere indebiti benefici di cui alla legge del 5 febbraio 1992 n.104 (Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale ed i diritti delle persone portatrici di handicap), alla legge 12 marzo 1999 n. 68 (Norme per il diritto al lavoro per i disabili) oppure per il differimento della pena detentiva in corso.

Ulteriori posizioni risultano al vaglio degli investigatori e della Procura della Repubblica di Latina nonché all’Inps che provvederà agli accertamenti di sua competenza.

Il medico del centro di salute mentale di Fondi avrebbe messo in piedi un vero e proprio “discount” del certificato. Da qui il nome dell’operazione “Certificato pazzo” che il procuratore aggiunto Carlo Lasperanza ha detto essere solo la “punta dell’iceberg”. “Si tratterebbe infatti soltanto di una piccolissima parte di quanto sarebbe avvenuto in questi ultimi anni, anche se i numeri sono eclatanti.

In 40 giorni in cui le telecamere avevano registrato quanto avveniva nello studio di Quadrino, sarebbero stati accertati 150 certificati falsi e indagate 70 persone per corruzione di pubblico ufficiale.