Nuovi orari di apertura al pubblico per le attività commerciali al dettaglio in sede fissa e per quelle di ristorazione.

Sono contenuti nell’ordinanza firmata dal sindaco di Fondi, Beniamino Maschietto, ed entrati in vigore a partire da oggi 20 maggio.

Ferme restando le misure statali e regionali vigenti, su tutto il territorio comunale per le attività commerciali al dettaglio in sede fissa, gli orari di apertura al pubblico sono fissati dalle 7.30 alle 21.30 per tutti i giorni della settimana compresi le domeniche e i festivi.

Per le attività di ristorazione (esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e attività artigianali quali, a titolo esemplificativo, bar, pub, ristoranti, rosticcerie, friggitorie, gelaterie, pasticcerie, pizzerie al taglio, paninoteche, yogurterie, piadinerie ), sia per la somministrazione sul posto che per l’asporto, i limiti di apertura al pubblico sono dalle 5.30 alle 24 tutti i giorni della settimana compresi le domeniche e i festivi.

Nell’ambito dei limiti suddetti ogni esercente determina il proprio orario di apertura al pubblico. I limiti non si applicano a farmacie, parafarmacie e aree di servizio.

Le attività sono tenute ad adottare tutte le generali misure di sicurezza relative, a titolo esemplificativo e non esaustivo, all’igiene personale, agli ambienti e al distanziamento fisico, nonché quelle specificamente definite per ciascuna tipologia nelle Linee di indirizzo per la riapertura allegate all’ordinanza del presidente della Regione Lazio del 16 maggio 2020.

“L’evolversi della situazione epidemiologica nel Lazio – spiegano Maschietto e l’assessore alle attività produttive, Giorgia Salemme – attesta l’efficacia delle misure di programmazione sanitaria regionale sino ad oggi poste in essere, con un indice di contagiosità in progressivo decremento. Di conseguenza è necessario compensare il rischio connesso alla maggiore circolazione di persone con appropriate misure di prevenzione e contenimento del contagio, specialmente negli ambienti a maggiore esposizione del rischio, a tutela della sanità pubblica”.