“No al degrado, chiudiamo Al Karama – Zona franca inaccettabile”. 

Questo lo striscione che ha accompagnato questa mattina il flash mob organizzato da Fratelli d’Italia davanti al campo rom di Al Karama.

Presenti cittadini, esponenti dei sindacati al fianco degli esponenti del partito locale, insieme al portavoce comunale Gianluca Di Cocco, alla promotrice dell’iniziativa Daniela Vivolo, e ai consiglieri comunali Matilde Celentano e Andrea Marchiella.

“L’iniziativa di oggi – spiega Daniela Vivolo, componente del direttivo comunale di Fratelli d’Italia Latina – segue un percorso che stiamo portando avanti a livello politico e istituzionale per arrivare alla chiusura di questo centro di degrado. Con il gruppo consiliare lo scorso dicembre abbiamo presentato un’interrogazione per conoscere ciò che sta facendo il Comune di Latina per Al Karama, e per ammissione del vicesindaco e assessore alla legalità e sicurezza Paola Briganti, il campo rom non è autorizzato e presenta gravi carenze igienico sanitarie, peraltro ben visibili, basta guardarsi intorno e notare i cumuli di rifiuti e le carcasse di veicoli che si notano già dalla strada”.

Il tutto nonostante l’assessore ha annunciato che con la Regione Lazio, proprietaria del campo, il Comune sta per stipulare una nuova convenzione per la gestione di Al Karama.

“Qui non c’è nulla da gestire, qui bisogna chiudere senza indugiare ancora. Per questo abbiamo coinvolto la Regione Lazio – continua la Vivolo – per tramite del nostro consigliere regionale, Giancarlo Righini, che ha presentato un’interpellanza sollecitando l’immediata chiusura del campo rom”.

“Non è la prima volta che interveniamo su Al Karama – sottolinea Gianluca Di Cocco, coordinatore comunale di Fratelli d’Italia Latina – per sottolineare lo stato di degrado e i problemi di igiene e criminalità. Nel campo ci sono minori, che vivono in condizioni pietose e non sappiamo neanche se vanno a scuola. Tutto questo su un terreno appartenente alla Regione Lazio e dove Zingaretti non prende posizione netta e chiara”.

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Borgo Bainsizza e Borgo Montello sembrano essere stati dimenticati dalle istituzioni, nonostante i quotidiani disagi dovuti alla presenza del campo rom, della discarica e del pollificio.

“È giunto il momento che gli organi preposti a partire dal sindaco di Latina e dal presidente della Regione – conclude Di Cocco – prendano una posizione forte. Al Karama deve essere sgomberato e demolito”.

Le condizioni igienico-sanitarie in cui vivono i nomadi (e come tali non dovrebbero stanziare), che vi dimorano, incontrollati ed incontrollabili, in maniera più o meno stabile, sono da terzo mondo: il degrado ed il rischio di malattie sono elevati.

“Continuano le nostre iniziative  – conclude il senatore Nicola Calandrini, assente al flash mob per impegni istituzionali – per arrivare alla chiusura del campo rom. Non è tollerabile che Al Karama possa restare in piedi senza autorizzazioni e in condizioni di degrado lampanti. Attendiamo ora la risposta della Regione Lazio, che in quanto proprietaria del campo, non può e non deve voltarsi dall’altra parte ma deve intervenire senza proporre altro che non sia l’immediata chiusura”.