Claudio Fazzone
Claudio Fazzone

Scegliere presto un candidato sindaco con gli alleati del centrodestra, premiare chi si è impegnato sul territorio. Ma per ora nessun nome risponde a questi requisiti. Così il coordinatore regionale di Forza Italia Claudio Fazzone ha parlato della riorganizzazione del partito in ambito locale e nazionale, e in particolare delle prossime elezioni amministrative a Latina.

Si faranno i congressi di Forza Italia? Quando? 

Ci organizziamo, adesso faremo i tesseramenti poi i congressi locali e provinciali a partire da gennaio fino a marzo 2019. Poi inizieremo a parlare di amministrazione di Latina per arrivare almeno un anno prima a un candidato che possa essere vincente.

Io ritengo che ci si deve rinnovare totalmente, non possiamo rimanere noi perennemente. Dai congressi locali fino alla direzione nazionale tutti devono aspirare alla dirigenza. Il territorio deve esprimere chi ha ben amministrato, anche imprenditori di grande capacità, non gli amici degli amici.

Anche lei è in discussione?

Anche io sono in discussione. Io sono per dare spazio alla classe dirigente che ho creato. Se posso esserci resterò volentieri altrimenti spazio agli altri. Il rinnovamento non è anagrafico: bisogna avere un partito che guarda il territorio e promuove i migliori, chi sta in mezzo alla gente e dà risposte concrete. Aver fatto il sindaco non è sinonimo di capacità, chi fa il sindaco male deve essere mandato via. Andrà fatta una valutazione rispetto all’impegno che ci si mette.

Bisogna cambiare metodologia. Prima decideva Silvio Berlusconi, come era giusto che fosse. Oggi lo ringraziamo ma dobbiamo invertire quel sistema perché non ha più la sua forza trainante. O si fa questo, o cambiamo, o io dirò ai miei che ho esaurito la mia funzione.

A proposito di elezioni amministrative, Forza Italia intende presentare un candidato “strappandolo” alla Lega?

Forza Italia non ha mai avuto un candidato ed è arrivato il momento di esprimerlo. Ciò non significa escludere gli altri. Il problema è chi si sceglie. Io ho partecipato a candidature sbagliate. Noi presenteremo il nostro candidato, la Lega potrà fare lo stesso. Sceglieremo quello che può far rivivere Latina e far funzionare i servizi di ordinaria amministrazione.

Vogliamo essere pronti un anno prima delle elezioni, perché chiunque sia il candidato deve creare un rapporto con i cittadini e farsi vedere. Basta con le improvvisazioni.

Tenendo presente queste caratteristiche allora chi potrebbe essere il candidato sindaco di Latina?

Sono pragmatico: oggi a Latina non c’è nessuno che possa svolgere questo incarico e poi sarebbe una scelta divisiva. Noi dovremmo avere la capacità insieme di trovare una persona che sappia rappresentare al meglio le problematiche del Comune, non necessariamente di Forza Italia. Serve qualcuno che sente sulle spalle il dovere di impegnarsi, ami la città e si voglia dedicare agli impegni quotidiani e non a a fare favori agli amici. Preferisco perdere ma non assumermi la responsabilità di far affondare la città.

Invece alle elezioni europee ci sarà spazio per un candidato di Latina o Latina sarà solo portatrice di voti?

Latina non è stata portatrice di voti, nel 2014 avevamo un nostro candidato, Armando Cusani, che a causa della suddivisione dei resti non è scattato tra gli eletti. Se qualcuno della provincia intende candidarsi può essere della partita.

Ad esempio, il sindaco di Fondi?

Con il sindaco di Fondi non ne abbiamo parlato ma lui, come il sindaco di Gaeta, di San Felice Circeo, di Santi Cosma e Damiano, di Monte San Biagio o Itri hanno dato dimostrazione di fare bene. Dobbiamo far crescere la classe dirigente, ogni qual volta c’è un rinnovamento di organi superiori dobbiamo far avanzare i migliori.

Servono candidati che amano la città e la nazione rinunciando anche a hobby personali, alla famiglia per la collettività. Questa è politica.