lunedì 22 Aprile 2024
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Falsi corsi di formazione in una struttura turistica di Sperlonga. Nei guai medici ed ingegneri di Latina e Terracina

5 decreti di perquisizione e la notifica di altrettanti avvisi di garanzia sono stati eseguiti a carico di un uomo di 70 anni, titolare di struttura turistico-ricreativa di Sperlonga, un uomo di 68 anni, medico del lavoro di Terracina, un 64enne, responsabile di laboratorio analisi, un 69enne, ingegnere di Terracina e un 41enne, ingegnere di Latina e docente di formazione professionale.

Le perquisizioni sono state effettuate il 4 dicembre, su disposizione della Procura di Latina, dal personale del commissariato di Gaeta, unitamente alla squadra mobile di Latina e al commissariato di Terracina.

Le principali ipotesi di reato vanno dal falso in atto pubblico alla falsità ideologica commessa da esercente un servizio di pubblica necessità.

Quanto contestato agli indagati è stato originato da precedente, diversa attività d’indagine tesa ad accertare il rispetto della normativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, segnatamente presso una nota struttura turistico-ricreativa di Sperlonga.

Agli inizi di agosto, a seguito di controlli congiunti di Asl e polizia di stato, il titolare della struttura turistica oggetto di accertamenti, giustificando di non avere la momentanea disponibilità in azienda dei documenti richiesti,  si riservava di produrre certificati per l’idoneità al lavoro ed attestazioni per la formazione professionale in favore dei suoi circa 50 dipendenti.

Dopo circa un mese, il datore di lavoro presentava, quindi, la documentazione presso gli della Asl di Fondi.

Avendo ottemperato alle prescrizioni impartite ed essendo apparentemente tutto in regola, il procedimento sanzionatorio veniva archiviato.

Gli agenti del commissariato di Gaeta, già impegnati da tempo per le indagini su quella struttura, hanno effettuato alcuni accertamenti sulla documentazione depositata alla Asl acquisendone copia direttamente presso l’ente.

Gli esiti degli opportuni riscontri venivano, dunque, trasmessi all’autorità giudiziaria titolare delle indagini.

L’ipotesi investigativa era che l’imprenditore avesse predisposto artatamente tutta la documentazione richiesta dalla Asl, per evitare denunce e rilevanti sanzioni amministrative tentando, così, di eludere i controlli delle autorità preposte alla sicurezza dei lavoratori coinvolti.

Grazie alle conseguenti perquisizioni disposte dal sostituto procuratore della Repubblica è stato possibile rinvenire e sequestrare i certificati medici e constatare che le visite mediche effettuate solo dopo il controllo di agosto risultavano falsamente avvenute in date antecedenti.

Sequestrata anche documentazione relativa ai corsi di formazione per la sicurezza sui luoghi di lavoro, in realtà, mai tenuti in quell’azienda, quindi da ritenersi completamente falsa.

Proseguono le attività d’indagine finalizzate all’accertamento di eventuali ulteriori responsabilità.

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