Tempi del decommissioning, controllo delle operazioni e una strategia per restituire prospettive all’area. Il Partito Democratico di Latina interviene sul futuro dell’ex centrale nucleare di Borgo Sabotino, sostenendo la necessità di affrontare contemporaneamente la dismissione dell’impianto e la futura rigenerazione del sito. Secondo il documento firmato dal segretario comunale Marco Cepollaro e da Domenico Di Resta, coordinatore del Forum “Innovazione, Ricerca, Imprese e Ambiente”, la mancata realizzazione del Deposito unico nazionale starebbe determinando ritardi nel processo, che per Borgo Sabotino, afferma il PD, non si concluderebbe prima del 2055.
Chiesti più trasparenza e monitoraggio
Il partito propone di riattivare il Tavolo regionale per la trasparenza sul decommissioning delle centrali di Borgo Sabotino e del Garigliano e di introdurre a Latina strumenti permanenti di monitoraggio. Tra le richieste figura anche l’aggiornamento della valutazione epidemiologica sullo stato di salute della popolazione residente.
Fondi compensativi per Marina e costa
Un altro capitolo riguarda le risorse derivanti dalle opere compensative. Per il PD, i fondi collegati agli accordi con SOGIN e ai contributi CIPESS dovrebbero essere concentrati in un progetto pluriennale di riqualificazione ambientale della Marina e della costa, evitando una frammentazione degli interventi.
L’ipotesi di un grande parco solare
Parallelamente al decommissioning, il documento propone di valutare il futuro delle aree adiacenti alla centrale attraverso attività legate a energia, innovazione e ricerca. La proposta mette al centro un grande parco solare, fotovoltaico e agrivoltaico, considerato dal PD una possibile infrastruttura per la transizione energetica e per attrarre investimenti privati nei settori dell’intelligenza artificiale, del trasferimento tecnologico e dell’economia circolare.
La richiesta di un tavolo nazionale
Per costruire una strategia complessiva, il PD chiede infine un Tavolo nazionale per la valorizzazione dei siti delle ex centrali nucleari, con Governo, Regioni, enti territoriali, SOGIN e TERNA. L’obiettivo indicato da Cepollaro e Di Resta è arrivare a un progetto organico, compatibile con le operazioni di decommissioning e capace di produrre ricadute economiche, sociali e tecnologiche sul territorio.





