Continua la battaglia di Codici a difesa dei cittadini.

Il nodo resta quello della gestione del cimitero, ed in particolare, delle estumulazioni forzate in caso di mancato rinnovo delle concessioni.

Codici, ha anche ricordato al sindaco quanto già detto al termine dell’incontro del 23 gennaio 2020, relativamente alla comunicazione secondo cui Ipogeo Latina procederà a far pubblicare all’albo pretorio del Comune gli avvisi di liberazione delle sepolture prima di procedere all’estumulazione.

Questa mattina, quindi, l’associazione in difesa dei consumatori ha consegnato al sindaco di Latina una lettera diffida al primo cittadino e ad ogni altro soggetto dell’Ente ad autorizzare “qualsivoglia pubblicazione all’albo pretorio comunale proveniente da soggetti non autorizzati, sia ad autorizzare estumulazioni il cui periodo d’uso possa essere considerato da chicchessia arbitrariamente scaduto”.

Si chiede, inoltre, a Coletta se e come intenda datre risposte chiare ed esaustive ai cittadini in merito a questa annosa vicenda.

nella nota sono ripercorse le vicissitudini che stanno attraversando numerosissimi cittadini titolari di concessioni d’uso di sepolture nel cimitero urbano, a causa della richiesta di Ipogeo di estumulare le salme prima della scadenza prevista all’epoca del decesso dalle norme all’epoca vigenti, qualora gli eredi non decidano di prolungare, a pagamento, il periodo della sepoltura del loro caro.

Tale iniziativa, secondo Ipogeo, sarebbe resa possibile grazie all’applicazione retroattiva del regolamento approvato il 22 dicembre 2008.

Secondo Codici, invece, tale estensione non è consentita dalle leggi vigenti.

Inoltre recentemente Ipogeo, nelle lettere di risposta ai cittadini afferma che “come già chiarito all’amministrazione comiunale, nessuna attività di liberazione dei loculi scaduti è da considerarsi per la scrivente sospesa”.

“Tutto ciò – conclude Antonio Bottoni, responsabile provinciale di Codici – non può che ingenerare sorpresa ed imbarazzo, scrive Codici, in chi rappresenta un’Associazione di tutela dei diritti dei cittadini, che ritiene che un’amministrazione civica debba essere essa stessa il primo baluardo a tutela dei diritti della comunità amministrata”.