martedì 28 Maggio 2024
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Entro fine anno le prime dosi del vaccino anti covid in Italia: le anticipazioni del Financial Times

Potremmo non essere troppo lontani dalla fine di questa maledetta pandemia. Iniziata praticamente a Gennaio 2020, potrebbe arrivare al capolinea alla fine dell’anno. Almeno queste sono le previsioni di coloro che lavorano al vaccino contro il SARS COV2.

Tra i vari studi portati avanti in questi mesi, quelli più avanzati sono condotti all’università di Oxford che collabora con AstraZeneca. Il vaccino sviluppato in questi laboratori sembrerebbe dare una forte risposta immunitaria negli anziani. A scriverlo non è l’imbianchino che diventa ricercatore su facebook, ma il Financial Times, ovvero il principale giornale economico-finanziario del Regno Unito. In un articolo, vengono anticipati i risultati del test clinico di fase 3 in corso.

Allo sviluppo di questo vaccino partecipa anche l’azienda italiana Irbm di Pomezia.

Secondo il quotidiano, il vaccino stimola la produzione di anticorpi protettivi e di cellule T, una condizione necessaria anche se non sufficiente a stabilire l’efficacia e che non dà indicazioni sulla sicurezza. La risposta immunitaria è simile a quella già vista negli adulti tra 18 e 55 anni, già descritta a luglio.

Anche questi risultati, riporta il Financial Times, saranno pubblicati a breve su una rivista scientifica. Il test negli Usa del vaccino è appena ripreso, dopo uno stop per l’analisi di alcuni effetti collaterali segnalati dall’azienda.

Delle prime 20-30 milioni di dosi del vaccino contro il Covid messo a punto dall’università di Oxford, in Italia dovrebbero arrivarne 2-3 milioni. Lo ha affermato Piero Di Lorenzo, presidente dell’Irbm di Pomezia, azienda italiana che sta contribuendo allo sviluppo. “Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha fatto un miracolo a riuscire ad inserirsi nel gruppo di testa dei paesi europei che hanno prenotato il vaccino, e quindi l’Italia è in una condizione di vantaggio – ha affermato -. Di quelle 20 – 30 milioni di dosi di cui parlavo, nel nostro Paese ne arriveranno subito 2 o 3 milioni”.

Ma questo “subito” che dice Di Lorenzo, che cosa vuol dire? Probabilmente la fine del 2020.

Ad essere vaccinati saranno prima di tutto coloro che lottano quotidianamente con la malattia, quindi il personale sanitario. Poi le fasce più deboli. Con la speranza che una sperimentazione così “compressa” (in genere per sviluppare un vaccino ci vogliono anni) non porti con se effetti collaterali a lungo termine magari peggiori della pandemia stessa.

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