rifiuti Latina

L’emergenza rifiuti si allarga a macchia d’olio e raggiunge anche i Comuni della provincia di Latina.

I sindaci sono pronti ad alzare le barricate.

Ma quello che serve sono soluzioni.

Le stesse che la regione Lazio e il presidente Zingaretti non riescono a fornire.

“Prendo atto della lettera indirizzata – interviene il consigliere regionale di Forza Italia e presidente della commissione sanità, Giuseppe Simeone – dal presidente della Provincia di Latina, Carlo Medici e da una ventina di sindaci al governatore Zingaretti. Intendo sollecitare quest’ultimo a prendere posizione su questo annoso problema”.

A peggiorare la situazione, soprattutto sul fronte dello smaltimento dell’umido, il fatto che due impianti sono ad oggi indisponibili per manutenzione.

Si tratta della Sep di Pontinia e della ex Kyklos di Aprilia.

“Se da un lato la Regione Lazio chiede di aumentare la quota di raccolta differenziata, con l’obiettivo del 70% entro il 2025, al tempo stesso dovrebbe mettere in condizione i Comuni di poter depositare l’umido. Senza impianti – continua Simeone – diventa davvero complicato. Specialmente in una situazione come quella attuale, caratterizzata dal trasferimento di una mole ingente di rifiuti romani nel territorio pontino”.

Il Lazio ha oltrepassato la linea rossa e che la provincia di Latina si trova impantanata in una emergenza strutturale.

Diversi sindaci già nelle prossime ore, per correre ai ripari, potrebbero emanare ordinanze per ridurre il conferimento dell’umido.

“Si tratterebbe di un’opzione estrema, tale da danneggiare i cittadini e le attività turistico commerciali che in questo periodo dell’anno vedono aumentare in maniera esponenziale le presenze.  Il nodo sta nell’assenza di interventi e di scelte da parte di Zingaretti, che ha innescato un circolo vizioso tale da ricadere solo sulle spalle dei cittadini. L’emergenza dei rifiuti c’è e come tale deve essere affrontata. Quindi il presidente Zingaretti deve smettere di nascondersi e metterci la faccia”.

Il governatore del Lazio dovrebbe dare delle risposte immediate ai suoi interlocutori istituzionali locali come agli stessi cittadini.

“Se non è in grado di darle, si dimettesse da presidente della Regione e lasciasse che gli elettori possano decidere da chi essere governati. A noi di certo sta a cuore il futuro dei nostri territori e delle comunità che rappresentiamo. Queste – conclude Simeone – non possono continuare a vivere a proprio discapito un’emergenza che si paga in termini di qualità della vita, di sicurezza e di sviluppo”.