lunedì 17 Giugno 2024
spot_img

Emergenza rifiuti a Sabaudia come nel Lazio, Altissimi provoca: “Sospendete la differenziata”

Sabaudia in emergenza per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. In questi giorni i residenti avevano notato i cassonetti pieni e qualcuno aveva sollevato la questione. Ora è lo stesso sindaco che, anche con un post su Facebook, fa appello alla cittadinanza e spiega come tutti i comuni del Lazio sono in emergenza, compreso Sabaudia.

“In questi giorni si stanno verificando disagi per la raccolta dell’umido – ha spiegato Giada Gervasi – non dipendenti dalla volontà di questa Amministrazione. Dopo la chiusura degli impianti di conferimento presenti in provincia di Latina molti Comuni della regione Lazio sono in emergenza, compreso il nostro. Stiamo cercando una soluzione che porti quanto prima alla risoluzione del problema e alla normalizzazione del servizio”.

La gestione di rifiuti nel Lazio si regge su un equilibrio precario, affidata per lo più agli stessi imprenditori e senza impianti di trattamento e discariche di servizio adeguate alla mole dei rifiuti prodotti, che è la più alta in Italia rispetto alle altre regioni, mentre la raccolta differenziata si attesta su percentuali molto basse rispetto sia agli obiettivi fissati per il 2012 sia rispetto agli altri territori della Penisola.

I dati del rapporto Ispra 2016 ci dipingono come una delle Regioni meno autonome nella gestione dei rifiuti e meno organizzate. Lo fa presente da tempo anche l’amministratore di Rida Ambiente, di Aprilia, Fabio Altissimi che denuncia l’immobilismo della Regione Lazio nel determinare i siti dove conferire i rifiuti dopo il trattamento, ma un comportamento diametralmente opposto quando invece si tratta di autorizzare alcuni imprenditori. E lancia una provocazione: “I Comuni vogliono stare in emergenza. Per colpa della Regione Lazio, che non pianifica, c’è il caos: sarebbe opportuno che sospendessero la differenziata, chiedendo i danni erariale proprio alla Regione. Sospendete e inserite di nuovo il differenziato all’interno del rifiuto urbano. Non si può lasciare che sia il territorio a pagare per inadempienze della Regione anche in termini di igiene, alti costi e sicurezza”.

I rifiuti urbani prodotti nel Lazio nel 2016 sono 3 milioni 25mila 497 tonnellate. Più del Lazio ne produce soltanto la Lombardia. Anche per quanto riguarda la produzione di rifiuti urbani pro capite ci attestiamo sui 513 chili per abitante ogni anno. Ci superano soltanto in Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Marche. Molto incide la produzione di immondizia della provincia di Roma. Una popolazione di 4 milioni 353mila 738 abitanti produce 2 milioni 362mila 738 tonnellate di rifiuti sempre nel 2016. Per intenderci Latina ne ha prodotti 289mila 167 tonnellate.

Il dato che più fa riflettere è quello sullo smaltimento dei rifiuti organici. Nel Lazio nel 2016 sono state raccolte 506mila tonnellate, ma ne sono state smaltite in regione soltanto 179mila, il 35%. Il resto è stato portato in altre regioni d’Italia. Già la situazione non era conforme alla normativa che prevede che le regioni debbano chiudere al loro interno il ciclo dei rifiuti. Ora con la chiusura di alcuni impianti come la Sep di Pontinia, e la ex Kyklos di Aprilia, ora di Acea, è chiaro che la questione diventa davvero difficile da gestire. Certo però si poteva immaginare che sarebbe accaduto. E la politica, ora come il passato, non si è certo mossa per andare ad organizzare un settore lasciato nelle mani di monopolisti che per decenni hanno lucrato sulla mancanza di un piano integrato.

Anche la bassa percentuale di raccolta differenziata ne è la dimostrazione. Meno differenziata vuol dire maggiore conferimento in discarica e maggiori entrate per gli imprenditori che non trattano i rifiuti. Così se l’obiettivo fissato dalla normativa per il 2012 di raccolta differenziata era del 65% noi ci attestiamo ad un misero 42,4%. Nessuna provincia del Lazio supera l’obiettivo.

 

CORRELATI

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img