E’ uno dei periodi che resteranno indelebili nella storia non solo dell’Italia ma del mondo.

L’emergenza Coronavirus continua a camminare sulle gambe di persone che non riescono a stare a casa neanche sotto tortura.

Quelli che devono andare a correre, che devono stare all’aria aperta e che fino a ieri al massimo conoscevano come era fatto il perimetro del proprio terrazzo e neanche del quartiere.

Intanto ci sono migliaia di persone che vorrebbero stare a casa, al sicuro, con la propria famiglia ma sono costretti ad andare a lavorare.

Ho letto in questi giorni commenti assurdi di chi diceva che per 100 euro in più in busta paga la gente va a lavoro nelle fabbriche, per le strade e così via.

Sono certa che queste persone non abbiano in casa, o tra gli amici, o tra le persone care, medici, infermieri, operatori socio sanitari, che non conoscano guardie particolari giurate , commessi di alimentari, esponenti delle forze dell’ordine a tutti i livelli. (mi scuso se ho dimenticato involontariamente qualcuno).

Loro non possono scegliere, stanno in prima linea perchè devono proteggerci, darci assistenza, tenere puliti i nostri ospedali o aprire la bottiglia d’acqua all’anziano ricoverato che è maledettamente solo perchè i suoi parenti non possono muoversi.

100 euro in più in busta paga, tra l’altro il bonus è “fino a 100 euro”, per loro, per le loro famiglie esposte al rischio contagio, non sono e non saranno mai niente.

Perchè la vita, quella di ogni singola persona, non ha prezzo.

Sono spesso costretti ad andare a lavoro senza adeguati presidi di sicurezza, esposti alle situazioni più disparate da gestire a causa delle azioni superficiali che si compiono.

Perchè ogni singolo individuo che non rispetta le regole sta prolungando questa situazione di emergenza costringendo intere famiglie alla paura oltre che del contagio all’incertezza su come sopravvivere senza lavoro, senza stipendio.

Sta mettendo in crisi centinaia di imprese alle prese con ordinanze che sembrano essere uscite dal cilindro spesso interpretabili, farraginose, contorte.

Per rispetto di tutte queste persone prima di scrivere, di parlare senza pensare, fermiamoci e tacciamo.