martedì 28 Maggio 2024
spot_img

Emanuela e Jessica a un mese dal loro matrimonio: un esempio d’amore e coraggio

Volto sorridente, serene e con la consapevolezza di essere forti al punto giusto per inseguire e realizzare i propri sogni. Si presentano così Emanuela Straolzini e Jessica Cagnazzo, la prima coppia di “donne spose” della provincia di Latina. Il 10 novembre scorso si solo legate con rito civile proprio in Comune a Latina e in questi giorni festeggiano il primo mese di vita matrimoniale.

Siamo felici, ci sentiamo soddisfatte per essere riuscite a coronare il nostro sogno d’amore. Ci conosciamo da tempo ma abbiamo capito di essere fatte l’una per l’altra solo nel corso dell’ultimo anno – racconta Jessica Cagnazzo –. Io che sono di Sabaudia dove tuttora lavoro ed ho la mia famiglia d’origine, ho conosciuto Emanuela 10 anni fa, quando gestiva il locale liberty Easy Going a Latina. Ci siamo avvicinate solo in primavera di quest’anno. Eravamo entrambe in un momento difficile per motivi di salute seri: io ero affetta da uno stato depressivo particolarmente grave che era sfociata in anoressia – dice Jessica – ed Emanuela era sotto chemioterapia post-operatoria”.

“Non avevamo un bell’aspetto – sorride oggi Emanuela Straolzini riguardando le foto di allora – eppure ci siamo capite subito e non abbiamo faticato a capire che tra noi c’era qualcosa che andava oltre l’amicizia. Interessi comuni, la passione per i cavalli e la voglia di riscatto, poi il resto è venuto naturalmente fino a maturare la decisione di sposarci. Un giorno bellissimo, il più bello – confida Emanuela – anche se non ci aspettavamo di diventare un fenomeno mediatico. Avevamo chiesto discrezione, più per le nostre famiglie che per noi, invece qualcuno non ha mantenuto l’impegno e ha fatto girare le immagini anche dei bambini presenti al pranzo del matrimonio. Abbiamo persino scoperto di essere fotografate da un drone”.

“Puoi sapere se preferisci il caffè lungo o decaffeinato senza aver provato entrambi?” Emanuela risponde con una domanda che non lascia dubbi quando le si chiede se fossero state sempre coscienti di essere omossessuali. In realtà Jessica Cagnazzo racconta di essere stata fidanzata diversi anni con un ragazzo mentre Emanuela Straolzini ha alle spalle un divorzio dall’ex marito. “L’amore non ha sesso – dichiara Jessica – e quando si riceve un dono non bisogna soffermarsi al contenitore, maschile e femminile che sia, piuttosto aprirlo e scoprire quello che c’è al suo interno. La vita è fatta di attimi e non bisogna perderne nemmeno uno”. “L’importante è avere la forza e il coraggio di inseguire la propria felicità e per questo è giusto impegnarsi per i propri diritti, senza preclusione per quelli di natura sessuale. Personalmente non condivido le scene che vedo girare durante i Gay Pride e le manifestazioni del genere. L’immagine che viene data è assolutamente fuorviante. Quello è teatro allo stato puro. Vivere la propria sessualità e omosessualità in maniera equilibrata è possibile per chiunque”.

La loro quotidianità non risulta troppo distante da quella di altre coppie eterosessuali. “È la sera il momento della giornata che preferisco – dice Emanuela Straolzini –, ci ritroviamo finalmente a casa dopo una giornata di lavoro. Non mancano le discussioni ma vige la regola del ‘bacio della buona notte’ sempre e comunque per un risveglio mattutino sereno. Jessica è un raggio di sole che ha dato colore alla mia vita”. “Emanuela è un vulcano e ha la capacità di sorprendermi ogni giorno – rivela Jessica Cagnazzo –, non mi fa mai mancare le attenzioni. Mazzi di fiori al lavoro, frasi e messaggi capaci di emozionarmi, biglietti affettuosi in qualunque dove della casa. Tre giorni prima del matrimonio si è presentata a casa con una band musicale vera e propria e mi ha cantato la serenata. Per il matrimonio, dopo avermi regalato il vestito nuziale, mi ha fatto recapitare un pacchetto contenente il profumo (introvabile) che portava mia nonna a cui ero legatissima. È stato il regalo più importante che ho ricevuto. Mi ha permesso di sentirla vicina nel giorno del matrimonio anche se non è più tra noi ormai da diversi anni”.

 “Vogliamo che l’esempio della nostra storia arrivi a chi vive situazioni di disagio e di difficoltà per la propria sessualità – concludono Emanuela e Jessica –. Non si può contrastare quel che si è e non vale la pena rovinarsi la vita per i propri interessi, desideri o sogni che piuttosto vanno perseguiti. Se è vero che non dobbiamo avere fretta nel portare avanti i progetti e fare le nostre scelte, dobbiamo ricordarci che il tempo ci incalza correndoci dietro. La vita è una e non è infinita”.

CORRELATI

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img