Giorgia Meloni e Matteo Salvini
Giorgia Meloni e Matteo Salvini

Sono, indubbiamente, il test elettorale più atteso.

L’esito delle elezioni regionali in Emilia Romagna decideranno le sorti di territori fondamentali quali il Lazio e la provincia di Latina.

Dopo quanto accaduto in Umbria l’espugnazione della storica roccaforte rossa è la regina delle sfide per il centrodestra.

Tutti i leader nazionali si stanno concentrando sulla campagna elettorale arrivata ormai agli sgoccioli.

Si voterà infatti il 26 gennaio, anche in Calabria passata in secondo piano, e il candidato vincente determinerà un effetto domino su tutti gli altri territori.

Il centrodestra continua a testarsi consapevole che l’Umbria è stato un importante tassello ma non determinante per la capacità di tenuta della coalizione che si vorrebbe replicare in tutta Italia.

Il Pd con Zingaretti tiene duro cercando di rilanciare e rilanciarsi dando quale spartiacque, sia in caso di vittoria che di sconfitta, il risultato delle urne per quello che arà un radicale cambiamento del principale partito del centrosinistra.

Il Movimento 5 Stelle sta naufragando non tenendo il passo di sondaggi che vedono un sostanziale, lo scarto die media è sempre stato tra i due candidati di circa il 2%, testa a testa tra i due candidati presidente di destra e sinistra.

In caso di vittoria il centrodestra chiederà, come anticipato dal leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, elezioni nazionali immediate.

La Lega non ha mai nascosto che l’obiettivo successivo si chiama Lazio.

E su questo tavolo saranno scelte anche le strategie da mettere in atto a Roma e in provincia di Latina.

Se Latina aspetta per tornare al voto il 2021 in discussione oggi restano due Comuni fondamentali per il territorio pontino quali Terracina e Fondi.

La quadra sui candidati sindaco da mettere in campo in quota centrodestra non è stata trovata.

A Fondi l’ipotesi ormai più accreditata sarebbe quella della candidatura proveniente dalla cosiddetta società civile e sostenuta dai partiti.

A Terracina tra Lega e Fratelli d’Italia il dialogo procede tra tira e molla non indifferenti su cui grava l’esigenza di mantenere compattezza.

I primi di febbraio ogni dubbio dovrebbe essere sciolto e i candidati uscire dal cilindro dei partiti che stanno mettendo in calendario la data utile per un incontro decisivo.